Si è svolto con straordinario successo il workshop dedicato alla chirurgia mininvasiva, un appuntamento di altissimo profilo scientifico che ha trasformato l’Aula Congressi Universitaria dell’Ospedale Civile “San Timoteo” di Termoli nel fulcro del dibattito medico nazionale. Al centro dei lavori l’integrazione delle tecnologie di ultima generazione nei blocchi operatori, il nodo cruciale della sostenibilità economica e ambientale in ambito sanitario, e l’imprescindibile necessità di riformare e aggiornare i percorsi di formazione dedicati ai giovani chirurghi.
Il convegno ha esplorato i confini della medicina moderna, un settore in cui la robotica e l’intelligenza artificiale (IA) non rappresentano più promesse futuristiche, ma pilastri della pratica quotidiana. Dalle analisi predittive degli algoritmi di Surgical Risk Assessment alla precisione millimetrica della robotica applicata alla chirurgia epato-bilio-pancreatica, ginecologica e urologica, l’evoluzione tecnologica persegue un obiettivo chiaro: garantire la massima sicurezza del paziente e la minima invasività.
Tuttavia, l’adozione di standard tecnologici così elevati solleva una questione fondamentale: la sostenibilità. Gli esperti si sono confrontati sulla necessità di bilanciare i costi d’acquisto e manutenzione dei sistemi complessi con i reali benefici clinici, evidenziando come la chirurgia mininvasiva – riducendo drasticamente i tempi di degenza e le complicanze post-operatorie attraverso protocolli all’avanguardia come l’ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) – generi in realtà un virtuoso risparmio di risorse per l’intero sistema sanitario regionale.
Momento centrale della giornata è stata la lezione magistrale tenuta dal Prof. Domenico D’Ugo, Primario della Chirurgia Oncologica del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e luminare di fama internazionale. Il Prof. D’Ugo ha catturato l’attenzione della platea affrontando le complessità della chirurgia oncologica dello stomaco e dell’esofago (UGI – Upper Gastrointestinal), tracciando la rotta per il futuro della disciplina: il passaggio cruciale “dal curriculum vitae certificato al machine learning e alla data analytics”. Nella sua relazione ha mostrato come le nuove tecnologie di analisi computazionale permettano oggi di personalizzare l’approccio chirurgico sul paziente oncologico come mai prima d’ora.

L’evento è stato la cornice ideale per un importante annuncio: a partire dal mese di luglio 2026, la prestigiosa Unità Operativa Complessa di Chirurgia del Presidio Ospedaliero “San Timoteo” di Termoli, brillantemente diretta dal dott. Valerio Caracino, entrerà ufficialmente a far parte della rete formativa extraregionale dell’Università Cattolica – Policlinico Gemelli di Roma.
Questo accordo si traduce in un’opportunità di interscambio scientifico. Infatti, i medici specializzandi della Capitale si trasferiranno a Termoli per completare e arricchire il proprio percorso formativo sul campo. La chirurgia del San Timoteo viene così formalmente riconosciuta come centro d’eccellenza idoneo a formare le nuove leve della chirurgia italiana, a testimonianza dell’elevato standard qualitativo, clinico e tecnologico raggiunto dall’équipe del dott. Caracino.
L’ingresso di Termoli nella rete formativa del Gemelli risponde perfettamente alla necessità, emersa in modo dirompente durante l’intero workshop, di superare i modelli didattici tradizionali. Il giovane chirurgo moderno deve possedere competenze trasversali, essere capace di dialogare con le interfacce robotiche e saper interpretare i dati clinici governati dall’intelligenza artificiale, mantenendo sempre al centro l’umanizzazione delle cure e il lavoro di squadra.
lunedì 13 Luglio 2026 - 02:42:20 AM
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