Solitamente prendono di mira soggetti vulnerabili. Persone anziane o che comunque vivono da sole in casa. La truffa più utilizzata, anche se ogni volta con piccole varianti, è quella della telefonata da parte di un finto appartenente alle forze dell’ordine o di un sedicente avvocato che mette in allarme l’interlocutrice o l’interlocutore, sostenendo che un suo caro (un figlio, un nipote) si è cacciato nei guai. La pressione psicologica in chi riceve la chiamata, unita all’effetto sorpresa, fa leva su due aspetti: quello emotivo (timore per il proprio familiare o parente) e quello, se vogliamo, reverenziale verso chi, reale o presunto, è addetto ad applicare la legge. La mancanza di una esperienza diretta su un simile episodio passato rischia di affossare qualunque dubbio o approccio critico alla questione, dato che i truffatori cercano di non dare il tempo necessario alle vittime di riflettere ma di affidarsi solo all’istinto. “Suo figlio è rimasto coinvolto in un incidente”, “sua nipote è stata trattenuta in Caserma”, “è necessario versare una somma per sbrigare delle pratiche burocratiche” “c’è da pagare una multa per il suo rilascio ed evitare altre conseguenze penali”: sono diverse le frasi utilizzate dall’altro capo della cornetta per spingere dunque il genitore o il nonno a prendere tutto quello che di prezioso hanno in casa (contanti o gioielli) e consegnarlo poi ad un complice che si presenta alla porta di ingresso. Tantissimi sono gli episodi riportati dalle cronache regionali e nazionali. Ma negli ultimi anni le cose stanno cambiando. Grazie alle campagne informative e preventive portate avanti dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni, e grazie ai numerosi servizi riportati da televisioni e giornali, tante vittime riescono a capire l’inganno e in alcuni casi sono riuscite anche a far arrestare i truffatori. Altre si sono limitate a chiudere la conversazione o a rispondere per le rime al balordo di turno. Com’è stato il caso di una donna che vive da sola nell’hinterland campobassano. Si tratta di una delle tante testimonianze raccolte da forze dell’ordine, giornali e social, e che la donna ha voluto condividere con noi per rilanciare un grande appello alla massima attenzione. In pochi mesi infatti è stata contattata per ben tre volte al telefono di casa. Nel primo caso il truffatore – spacciandosi per un militare dei Carabinieri di Campobasso – ha tagliato corto in poco tempo e ha abbandonato la conversazione, forse di fronte all’eccessiva titubanza della vittima. La seconda volta la donna è stata al gioco in quanto il truffatore -fingendosi suo nipote – si è subito tradito, chiamandola nonna (lei infatti non ha figli e quindi non ha nipoti diretti), finché non ha iniziato a ricevere insulti dalla padrona di casa, che lo ha anche avvisato di voler procedere ad allertare i veri militari. La terza volta, alcuni giorni fa, ancora un finto carabiniere la avvertiva che suo figlio era stato fermato in Spagna con della droga in macchina. Anche in questo caso lei ha finto di cascarci, fino a quando ha deciso di smascherarlo. Il malintenzionato ha avuto persino la faccia tosta di pretendere delle scuse. Il danno che arrecano tali soggetti non è solo materiale ma anche e soprattutto psicologico, in quanto creano vulnerabilità, insicurezza e diffidenza nelle vittime che si ripercuoterà nel loro futuro.
“Truffe Truffaldine – Più Sicuri Insieme” arriva a Campobasso: prevenzione e sicurezza al centro dell’incontro
«Le truffe non colpiscono soltanto il patrimonio delle persone, ma spesso minano la loro serenità e il senso di sicurezza. Per questo informare e prevenire è il primo passo per proteggere i cittadini, in particolare gli anziani, che rappresentano i bersagli più esposti a questi fenomeni».
Con queste parole la segretaria generale della UIL Pensionati Molise, Tecla Boccardo, presenta il nuovo appuntamento del progetto regionale “Truffe Truffaldine – Più Sicuri Insieme”, che dopo l’ampia partecipazione registrata a Termoli approda a Campobasso.
L’iniziativa, promossa dalla UIL Pensionati Molise con la collaborazione di ADA e ADOC, è aperto a tutti e si svolgerà il 17 giugno alle ore 16.00 presso “JustMO’” Spazio Sfuso, in Piazza Gabriele Pepe n. 42.
L’incontro ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione, con particolare attenzione alle persone anziane, sui rischi connessi alle diverse forme di truffa, fornendo indicazioni pratiche per riconoscerle e prevenirle.
Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di promozione della cultura della prevenzione e della sicurezza, attraverso attività di informazione e confronto rivolte alla comunità.
Ad aprire i lavori sarà la stessa Tecla Boccardo. Tra i relatori sarà presente uno tra i massimi esperti della Questura di Campobasso, l’Ispettore Dr.Marco Pietracupa della Squadra Mobile che illustrerà le principali modalità operative utilizzate dai truffatori e i comportamenti più efficaci per difendersi.
La prevenzione rappresenta il primo strumento di tutela: una comunità più informata è una comunità più sicura.




