L’Auditorium Comunale di via Elba a Termoli ha ospitato, davanti a un pubblico numeroso e attento, la presentazione del libro-inchiesta “I cecchini del weekend” del giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni, un’opera che riporta alla luce una delle vicende più oscure e disumane del conflitto balcanico degli anni ’90.
L’incontro, moderato dalla giornalista Valentina Fauzia, ideatrice dell’Aut Aut Festival, e da Liberato Russo, Vicepresidente dell’Associazione Culturale “Lascia un Segno”, ha dato vita a un dialogo serrato e necessario. I moderatori hanno posto all’autore domande cruciali sul valore dell’inchiesta, sugli sviluppi giudiziari attuali, sulle testimonianze raccolte e sull’atteggiamento umano e professionale che lo stesso Gavazzeni ha dovuto mantenere mentre, nel corso delle sue ricerche, emergevano rivelazioni di inaudita ferocia.
Gavazzeni ha ricostruito con precisione la dinamica dei cosiddetti “cecchini del weekend”: uomini tra i trenta e i cinquantacinque anni, spesso professionisti insospettabili, appartenenti alla buona società, che nei fine settimana sceglievano deliberatamente di trasformarsi in assassini.
Nel caos dei nazionalismi contrapposti, nella Sarajevo assediata, si innestava cosí una caccia all’uomo che colpiva vittime indistinte — bambini, giovani donne, civili inermi — per puro cinismo, follia, adrenalina.
Il pubblico, numeroso e partecipe, ha più volte trattenuto il respiro. Alcune rivelazioni hanno generato un silenzio denso, quasi sospeso, mentre si delineava la possibilità che un “mostro” potesse essere stato, in quegli anni, un vicino di casa, un collega, un volto familiare. La narrazione di Gavazzeni ha mostrato come la ferocia non abbia confini né nazionalità, e come la guerra possa trasformare l’ordinario in indicibile.
A rendere l’atmosfera ancora più intensa sono state le letture di Ettore Fabrizio, Presidente dell’Associazione “Lascia un Segno”, tratte dal lavoro di Gavazzeni: brani che hanno amplificato la gravità morale del tema e la sua urgenza civile.
Particolarmente apprezzato anche il prologo firmato da Mansolino Valeria, giovane promessa della narrativa contemporanea, la cui scrittura ha aggiunto una nota lirica e profonda alla serata.
Nella parte conclusiva dell’evento, numerosi partecipanti hanno rivolto all’autore domande e posto in essere alcune importanti riflessioni, segno di un coinvolgimento autentico e di un bisogno collettivo di comprendere, interrogare, elaborare.
L’AUT AUT Festival e l’Associazione Culturale “Lascia un Segno” – che hanno avviato una collaborazione destinata a proseguire nel tempo come valore aggiunto per la cultura – ringraziano tutti i presenti per l’interesse mostrato, la partecipazione attiva, l’amicizia e la vicinanza dimostrata.Aut Aut Festival e Lascia un segno portano a Termoli l’inchiesta sui safari umani a Sarajevo con il giornalista Ezio Gavazzeni.

martedì 13 Ottobre 2026 - 03:26:25 PM
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