In occasione della riapertura delle scuole in programma lunedì 14 settembre, il Vescovo della Diocesi di Termoli-Larino, Claudio Palumbo, ha rivolto un messaggio di augurio agli studenti, ai genitori e al personale scolastico.
“Gentili docenti, personale della scuola, cari genitori e, soprattutto, carissimi studenti e studentesse,
è con profonda emozione che vi rivolgo il mio più caloroso benvenuto all’inizio di questo nuovo anno scolastico 2026-2027. L’apertura della scuola non significa la semplice ripresa di una routine, ma l’inizio di un viaggio collettivo. Quest’anno vorrei invitarvi a riflettere su un’idea fondamentale che possa accompagnarvi lungo tutto il cammino formativo: la scuola come palestra di virtù e di umanità. Sì, carissimi. Ritengo cosa fondamentale il comprendere che questo luogo, la scuola, non esiste solo per trasmettere nozioni o per preparare al mondo del lavoro. La scuola è un’officina del vivere civile, uno spazio in cui si impara l’arte più complessa e nobile di tutte: l’arte di essere umani. Nella Lettera Enciclica Magnifica humanitas, papa Leone XIV ha focalizzato la necessità di mettere al centro l’essere umano nell’era della rivoluzione digitale e dell’intelligenza artificiale, onde arginare le derive “antiumane” della società contemporanea.
Esorto vivamente tutti a fare della scuola un luogo in cui si apprende l’arte che bandisce la violenza, cattiva maestra che distrugge il dialogo e insegna che la forza vale più della ragione, seminando odio, creando paura e generando rabbia e nuove ingiustizie, mai risolvendo i problemi. Penso siamo tutti consapevoli di come stiamo vivendo giorni malati. Ce lo attestano la rabbia sociale, che nasce dalla solitudine, dalla precarietà e dalla mancanza di ascolto; i cattivi modelli, che spettacolarizzano l’aggressività nei media e sul web, normalizzando comportamenti dannosi; la perdita dei valori, punti di riferimento sani, mancando i quali la reazione impulsiva prende il posto della riflessione. Tutto questo non è giusto.
È ora di cambiare strada. Come? Educando all’ascolto e promuovendo la giustizia. Insegnando che le parole e il confronto sono strumenti potenti di rinascita e riducendo le disuguaglianze sociali, per offrire alle persone speranza e rispetto reciproco. Da veri “artigiani di umanità” bisogna far sì che l’intelligenza artigianale – che si nutre, e a sua volta nutre, di ascolto, di costante umile apprendimento, di rispetto, di apertura di sempre nuovi orizzonti – si contrapponga a quella artificiale, che si nutre di dati grezzi, algoritmi, potenza di calcolo e di energia elettrica, ma non può dare risposte definitive alle domande profonde sul senso della vita, perché non possiede una coscienza o un’esperienza vissuta.
A voi, stimati docenti, spetta il compito di essere i maestri di questa palestra. Chi lavora nella scuola è chiamato prima di tutto a formare l’uomo e l’umano, garantendo che la tecnologia rimanga uno strumento e non sostituisca il valore educativo delle relazioni. Oltre ai programmi di studio, la vostra missione più alta è testimoniare e coltivare le virtù dell’ascolto, della pazienza, della giustizia e della passione intellettuale. Siete voi a mostrare ai nostri ragazzi come la cultura sia lo strumento principale per restare uomini e umani in un mondo che cambia rapidamente. Grazie per la dedizione con cui guidate questa crescita emotiva e intellettuale. Ricordate: Culturā salvabitur orbis!
A voi, cari genitori, chiedo di condividere convintamente questo percorso. La palestra funziona se l’allenamento continua a casa, nell’alleanza educativa tra famiglia e istituzione, fondata sul rispetto reciproco e sull’esempio coerente di civiltà e collaborazione.
E infine, il pensiero più importante va a voi, giovani, ragazze e ragazzi. Vogliate considerare le aule scolastiche come il vostro campo di allenamento quotidiano. Qui avete la possibilità di apprendere, e esercitare, virtù fondamentali che vi accompagneranno per tutta la vita: la solidarietà verso chi è in difficoltà, la tolleranza per le opinioni diverse dalle vostre, il coraggio di ammettere un errore e la tenacia di riprovare, comprendendo l’importanza del limite. Ricordate sempre che la scuola è la palestra in cui l’egoismo si trasforma in empatia e l’indifferenza in partecipazione. Non abbiate paura di faticare, di confrontarvi e di interrogarvi su chi volete diventare, non solo come professionisti di domani, ma come persone tese a costruire il bene comune. Il futuro che vi attende ha un immenso bisogno di competenze scientifiche e tecnologiche, ma ha ancora più bisogno di umanità, di etica e di rispetto.
Auguro a tutta la comunità scolastica esistente sul territorio della Diocesi di Termoli-Larino un anno 2026-2027 ricco di scoperte, di crescita interiore e di grandi traguardi umani. Buon inizio d’anno a tutti, con una affettuosa benedizione.“




