Un secco e motivato “no” alla sottrazione di 19,084 milioni di euro destinati allo sviluppo, ai servizi e al contrasto allo spopolamento dei territori più fragili del Molise. I consiglieri regionali del Partito Democratico – Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore e Vittorino Facciolla – hanno presentato mercoledì in conferenza stampa due distinti atti istituzionali per fermare la riprogrammazione del Programma Regionale FESR-FSE+ 2021-2027 promossa dalla Giunta regionale.
I numeri del taglio e la destinazione delle risorse
La proposta avanzata dalla Regione prevede la riduzione di 19,084 milioni di euro dalla Priorità 8 (“Un Molise più vicino ai cittadini” – Obiettivo Specifico RSO5.2), l’asse strategico riservato alle Strategie territoriali delle Aree interne.
Di queste risorse europee:
• 15,084 milioni di euro vengono dirottati sulla nuova Azione 3.2.3 per le infrastrutture logistiche, con l’obiettivo di finanziare la Zona Franca Doganale di Termoli (intervento già colpito dalla precedente revoca dei fondi PNRR);
• 4 milioni di euro vengono destinati alla Priorità 1 per interventi collegati al credito d’imposta ZES.
Forzature procedurali e la seduta del Comitato di Sorveglianza
Oltre al merito delle scelte economiche, i consiglieri del PD denunciano gravi anomalie nel metodo seguito. La riprogrammazione è stata fatta passare attraverso una procedura scritta d’urgenza (avviata il 25 settembre 2026), dichiarata chiusa dalla Presidenza del Comitato di Sorveglianza nonostante le numerose e qualificate osservazioni contrarie presentate dai Comuni capofila delle Aree interne, dalla Provincia di Campobasso, dai GAL e dalle organizzazioni sindacali.
Violando lo spirito del regolamento interno – che prevede l’adozione delle decisioni in procedura scritta in assenza di obiezioni –, la modifica è stata inserita all’ordine del giorno della seduta del Comitato di Sorveglianza del 14 ottobre 2026 al punto 3 come mera “informativa”. In questo modo si tenta di trasformare il Comitato in un organo di semplice presa d’atto, privandolo della sua naturale funzione di esame e approvazione collegiale.
L’illusione delle coperture nazionali alternative
I consiglieri dem respingono fermamente le rassicurazioni della Regione secondo cui i tagli al FESR saranno compensati da future risorse nazionali della politica di coesione. Si tratta di una promessa priva di atti formali di assegnazione e di un effettivo cronoprogramma. Sostituire fondi europei certi e immediati con coperture statali ipotetiche e future significa trasferire l’intero rischio finanziario e procedurale sulle spalle dei Comuni e delle comunità locali.
I due atti presentati dal PD
Per fare sbarramento a questa impostazione politica, il Gruppo PD ha attivato una duplice azione istituzionale:
1. Formale Nota di dissenso al Comitato di Sorveglianza: Indirizzata al Presidente e ai componenti del CdS, alla Commissione Europea, al Ministero competente e all’Autorità di Gestione. Con il documento si chiede il riesame della procedura scritta, la formalizzazione del dissenso a verbale, il rifiuto della formula della “mera informativa” nella seduta del 14 ottobre e lo stop al definanziamento dei 19,084 milioni di euro fino a quando non vi sia la prova di coperture alternative certe e già perfezionate.
2. Mozione urgente in Consiglio Regionale: Il testo impegna il Presidente della Regione e la Giunta a revocare la proposta di riprogrammazione, a salvaguardare la dotazione FESR delle Aree interne e a pretendere dal Governo nazionale risorse statali autonome per la Zona Franca Doganale di Termoli, evitando di finanziare le opere infrastrutturali a spese delle aree territorialmente più deboli.
«Le Aree Interne non sono la cassa continua della Regione»
«Non è accettabile che i territori più fragili del Molise, che soffrono lo spopolamento e la carenza di servizi essenziali, diventino la variabile di aggiustamento finanziario della programmazione regionale per coprire altre esigenze o ritardi», affermano Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore e Vittorino Facciolla.
«Se la Zona Franca Doganale di Termoli è un intervento strategico, la Regione e il Governo trovino soluzioni finanziarie dedicate senza spogliare le Aree interne. Chiediamo che il Comitato di Sorveglianza del 14 ottobre fermi questo colpo di spugna, riesamini nel merito le obiezioni del partenariato e ripristini la legalità procedurale e la certezza delle risorse per i nostri Comuni».




