Il professor Giuseppe Lembo, direttore dell’Unità di ricerca di Angio-Cardio-Neurologia e Medicina Traslazionale dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli e professore ordinario di Tecnologie Mediche Avanzate alla Sapienza Università di Roma, ha ricevuto l’Excellence Award for Hypertension Research 2026, conferito dal Council on Hypertension dell’American Heart Association (AHA). Il premio, che viene da una delle più autorevoli organizzazioni al mondo nel campo della salute cardiovascolare, è stato consegnato il 10 ottobre ad Arlington, negli Stati Uniti, durante le Hypertension Scientific Sessions 2026, dove il professore ha tenuto una lectio magistralis.
Il riconoscimento viene assegnato a ricercatori che hanno dato contributi di particolare rilievo alla conoscenza dell’ipertensione arteriosa. Nel presentare Lembo, l’American Heart Association ha sottolineato il ruolo delle sue ricerche nello studio dei danni che la pressione alta può provocare al cervello e delle relazioni tra sistema nervoso e risposta immunitaria.
L’ipertensione è conosciuta soprattutto per i rischi che comporta per il cuore e i vasi sanguigni. Gli studi di Lembo e del suo gruppo hanno contribuito a chiarire un quadro più ampio, nel quale il cervello e il sistema immunitario partecipano ai meccanismi della malattia. Queste ricerche hanno approfondito sia il ruolo del sistema nervoso nella regolazione della pressione sia il coinvolgimento delle cellule immunitarie nei danni agli organi, fino a studiare i meccanismi che collegano l’ipertensione al declino cognitivo e alla demenza.
La presentazione dell’AHA ha ricordato anche l’impiego di tecniche avanzate per osservare il cervello e individuare le alterazioni associate all’ipertensione. Un lavoro che si inserisce nell’attività del laboratorio fondato da Lembo al Neuromed nel 1995, descritto nell’introduzione al premio come uno dei programmi di ricerca cardiovascolare più innovativi in Europa.
“Questo premio – dice Lembo – non è soltanto un riconoscimento personale, ma appartiene a tutte le persone che, con passione e impegno, contribuiscono ogni giorno al lavoro di ricerca della nostra Unità. Negli anni abbiamo cercato di comprendere sempre meglio come l’ipertensione possa danneggiare non soltanto il cuore e i vasi sanguigni, ma anche il cervello. Conoscere i meccanismi alla base di questi danni significa aprire la strada a nuove possibilità di cura, capaci di proteggere anche le funzioni cognitive e la qualità della vita delle persone. Per questo desidero ringraziare l’American Heart Association per il riconoscimento, ma anche l’I.R.C.C.S. Neuromed e la Sapienza Università di Roma, che hanno sostenuto e accompagnato il nostro lavoro di ricerca”.

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martedì 13 Ottobre 2026 - 05:20:46 PM
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