I conti non tornano. È tutto a carico di agricoltori e cittadini, dal campo allo scaffale. Per questo Cia-Agricoltori Italiani è scesa di nuovo in piazza, dal 13 al 22 ottobre, con la mobilitazione nazionale davanti a Montecitorio. Cinque giornate di presidio con centinaia di produttori arrivati da tutta Italia, Molise compreso.
Una nostra delegazione molisana, infatti, è stata presente al presidio di Montecitorio ieri 22 ottobre, insieme a quelle di Puglia, Sicilia e Lazio, per testimoniare il disagio delle aziende agricole e chiedere con forza alle istituzioni nazionali ed europee di ascoltare le proposte di Cia a sostegno del settore primario.
Al centro la battaglia collettiva contro il prezzo di una crisi che sta colpendo solo gli anelli più deboli della filiera: dal caro energia e carburante al carello della spesa, a un’Europa che penalizza la Pac e con essa non solo il lavoro nei campi, ma anche la tenuta ambientale, economica e sociale di interi territori e comunità, la sicurezza alimentare dell’Unione e la distintività agricola e agroalimentare delle sue aree interne.
“Siamo dentro una tempesta perfetta, colpiti dagli effetti delle guerre e del cambiamento climatico – dichiara il presidente nazionale di Cia Cristiano Fini -. Ma la crisi dell’agricoltura non riguarda solo noi: coinvolge tutti i cittadini, perché chiama in causa la sicurezza alimentare, la tutela ambientale e il presidio dei territori. Gli agricoltori stanno lavorando con prezzi che in molti casi non coprono i costi di produzione, mentre nelle famiglie il carrello della spesa pesa sempre di più. Non possiamo accettare che chi produce cibo venga pagato sempre meno e chi lo compra sia costretto a pagarlo sempre di più”.
Ad agosto 2026, rispetto all’estate precedente, i carburanti agricoli sono aumentati del 40% e i fertilizzanti del 12%, mentre per le famiglie il gasolio per autotrazione è cresciuto del 27%, la benzina del 16% e le spese per abitazione, acqua, elettricità e gas del 9%. Per le imprese agricole, il confronto con il 2021 – prima dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente – restituisce la vera portata dello shock: il gasolio agricolo è passato da 0,48-0,70 euro al litro a 1,50-1,70 euro al litro (+143%). Nello stesso arco di tempo, i concimi e fertilizzanti, a seconda delle tipologie, hanno registrato rincari dal 40% fino al 100%.
“Con il presidio di Montecitorio – conclude Fini – chiediamo di intervenire sulle distorsioni della filiera, rafforzando le aggregazioni produttive, monitorando i prezzi e contrastando le pratiche sleali, valorizzando il Made in Italy e la filiera corta. Chiediamo inoltre di rifinanziare il credito d’imposta sul gasolio agricolo, fermo a maggio; utilizzare le risorse già stanziate per i fertilizzanti anche per far fronte agli altri rincari produttivi; rifinanziare Agricoltura 4.0. Non chiediamo privilegi: chiediamo che i conti tornino, per chi produce e per chi consuma. Perché difendere l’agricoltura significa difendere tutti”.

venerdì 23 Ottobre 2026 - 06:57:02 PM
News
- Schizofrenia, studio Neuromed approfondisce le alterazioni dei mitocondri. Ed emergono differenze tra i sessi
- Nave da crociera di lusso fa scalo a Termoli, previste iniziative di accoglienza per 250 passeggeri
- “Nuovo ospedale Agnone può diventare penitenziario minorile”: Di Lucente chiede incontro a ministro Nordio
- Carcere: aggrediti due agenti, detenuto muore per presunta overdose. Sindacato: “Così non si può continuare”
- Liste d’attesa, Molise sopra media nazionale per prime visite ed esami diagnostici
- Sanità, “distribuzione risorse deve considerare l’invecchiamento della popolazione e le aree interne”
- Biblioteca Albino, il patrimonio librario sarà trasferito all’ex mattatoio: approvato il percorso per la sua rinascita
- Segregata in casa, in carcere il fratello e la cognata: dovranno scontare 5 anni di reclusione



