Sei Comuni capofila degli Ambiti territoriale sociali molisani (Campobasso, Isernia, Larino, Agnone, Riccia e Venafro) hanno promosso, contemporaneamente, ricorso al Tar Molise contro la delibera di Giunta regionale n.34 del 3 giugno 2025 che ha approvato il Piano sociale regionale 2025-2027 e il Piano sociale di contrasto alle povertà 2025-2027.
Al centro dell’impugnazione vi è la riduzione degli Ambiti Territoriali Sociali da 7 a 3, operata – secondo i ricorrenti – in assenza del rispetto dei principi sanciti dalla normativa nazionale (L. 328/2000), tra cui sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza, economicità, omogeneità e autonomia degli enti locali.
I Comuni contestano che tale riorganizzazione comprometta la capacità di erogare servizi sociali nel rispetto del principio di prossimità, penalizzando le fasce più fragili della popolazione e generando squilibri nel sistema di finanziamento, soprattutto nelle aree con maggiori criticità territoriali.
A ciò si aggiunge la mancata convocazione dei presidenti dei Comitati dei Sindaci alle riunioni del Gruppo tecnico e l’esclusione dalla fase di stesura del Piano, in violazione delle procedure di consultazione, concertazione e coprogrammazione previste dalla normativa vigente e dalla stessa delibera di Giunta regionale n.88 del 19 febbraio 2024 adottata per la redazione del Piano. Una scelta che, secondo i ricorrenti, priva i Comuni delle proprie prerogative costituzionali (artt. 118 e 119 Cost.) e determina un modello di gestione inefficiente e non condiviso.
Elemento di particolare rilievo politico è il dato che i Comuni capofila di sei Ambiti su sette hanno formalizzato il ricorso, con la sola eccezione di Termoli. A sostegno dell’iniziativa, sono state prodotte ben 66 delibere da parte dei Comuni molisani – 54 nella sola provincia di Campobasso – e tra i sindaci ricorrenti figurano anche i due presidenti delle Province di Campobasso e Isernia, nonché le delibere degli Ats di Venafro e Agnone.
“Questi numeri delineano un conflitto istituzionale profondo e senza precedenti tra Comuni e Regione, che investe il cuore del sistema di welfare territoriale e pone interrogativi sulla legittimità e sull’efficacia del nuovo assetto proposto dal governo regionale”, scrivono i sei sindaci.
sabato 2 Maggio 2026 - 05:42:03 AM
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