Nella giornata di ieri si è svolta un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministero dei Trasporti, a firma dell’on. Andrea Casu e di altri parlamentari, per chiedere chiarimenti e interventi urgenti sulla questione delle fermate non conformi in Molise.
La risposta del Governo, tuttavia, ha confermato tutte le preoccupazioni più volte espresse dai sindacati, senza fornire alcuna tempistica concreta per l’adeguamento delle fermate.
La Regione Molise, interpellata dal MIT, avrebbe dichiarato di aver predisposto un “piano” per risolvere le criticità, di aver avviato un contratto con l’ANAS per la regolarizzazione delle fermate e che la fermata di Guardialfiera, grazie all’impegno del sindaco, sarebbe “in via di soluzione”.
“Ma la realtà è un’altra”, commentano i sindacati Faisa Cisal, Filt Cgil e Fit Cisl, “tutto fermo. Nessun intervento, nessuna messa in sicurezza, solo chiacchiere e promesse disattese. Inoltre, nessun cenno alle sanzioni disciplinari comminate ai lavoratori.
Nel frattempo, gli autisti sono costretti a effettuare fermate pericolose e illegittime, con la minaccia di sanzioni disciplinari da parte delle aziende se si rifiutano di farle, nonostante il rischio di multe e responsabilità penali in caso di incidente.
Resta inoltre un mistero il fatto che la diretta web dell’interrogazione parlamentare — che di norma viene trasmessa integralmente — sia stata inspiegabilmente tagliata proprio quando si parlava del Molise. Sarà un caso? O forse si teme che la questione diventi di rilevanza nazionale, mostrando al Paese la disastrosa gestione del trasporto pubblico regionale?
Noi sindacati continueremo a mantenere alta l’attenzione e a lottare affinché si ponga fine a questo scandalo. Oltre 1.000 fermate “autorizzate” dalla Regione Molise violano il Codice della Strada: un dato che parla chiaro e rappresenta una delle più gravi irresponsabilità politiche degli ultimi anni. È in gioco la sicurezza dei cittadini e la dignità dei lavoratori del trasporto pubblico.
Chiediamo con forza un intervento immediato da parte della politica: al Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti; al Presidente del Consiglio Regionale, Quintino Pallante; all’Assessore ai Trasporti, Vincenzo Niro.
Serve un atto di responsabilità: CHIEDIAMO CHE L’AZIENDA RITIRI IMMEDIATAMENTE TUTTI I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI adottati contro i dipendenti che hanno semplicemente rispettato il Codice della Strada.
Non si può tollerare che chi tutela la sicurezza venga trattato come un trasgressore, mentre le irregolarità strutturali del servizio restano impunite. I lavoratori stanno pagando sulla propria pelle il prezzo dell’inefficienza politica e amministrativa.
I sindacati continueranno a vigilare e denunciare pubblicamente queste gravi violazioni dei diritti dei lavoratori e delle norme sulla sicurezza.”
sabato 11 Aprile 2026 - 08:07:50 AM
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