La Giunta regionale ha presentato una proposta di legge – contraddistinta con il n. 84 del Registro delle iniziative legislative della XIII Legislatura – concernente: “Norme per la rigenerazione urbana, la riqualificazione, il riuso e il governo sostenibile del territorio”.
L’iniziativa legislativa – come si legge nell’articolato – ha la finalità di consentire alla Regione Molise di favorire la rigenerazione urbana e territoriale quale strumento per promuovere la gestione sostenibile del territorio, attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente, garantendo, allo stesso tempo, la tutela, la valorizzazione e la conservazione dei valori naturali, ambientali, paesaggistici e biologici del territorio, foriere di accrescimento della qualità della vita, anche attraverso una maggiore dotazione di spazi urbani; una riduzione del consumo di suolo e una migliore valorizzazione delle periferie e dei borghi rurali, rivitalizzandone le economie, lo sviluppo di nuove opportunità di lavoro attraverso premialità condizionate.
E’ questo – si spiega nella relazione illustrativa – un processo di alto livello che trovale proprie radici nella “Convenzione europea del paesaggio”, nella “Costituzione repubblicana” e, anche, nel “Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”, che la declinano quale strumento di trasformazione, sviluppo e governo del territorio. Ed è proprio l’Ente regionale – si aggiunge nella stessa relazione – a doversi far carico di questi strumenti, in concertazione con i comuni, coerentemente con il dettato del comma 1 dell’articolo 2 del d.P.R. n. 380/2001, a mente del quale, sono le regioni ad esercitare la potestà legislativa concorrente in materia edilizia, nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale, in raccordo, con i comuni, i quali, a mente del comma 2, nell’ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, sono chiamati a disciplinare l’attività edilizia.
L’articolato, quindi, prevede che, a determinate condizioni, per il raggiungimento delle finalità della proposta di legge, vengano previsti: incentivi per interventi di ristrutturazione edilizia residenziale e non; la possibilità del cambio di destinazione d’uso tra le diverse categorie funzionali, quali residenziale, turistico-ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale e rurale, previo rilascio di idoneo titolo abilitativo; la possibilità di eseguire interventi di delocalizzazione delle volumetrie esistenti e premiali in diversa area, nelle disponibilità del proponente.
In quest’ottica viene dunque previsto che i Comuni emanino un “Programma comunale di rigenerazione urbana e territoriale”, individuando gli ambiti di città, o sistemi urbani, che richiedono interventi prioritari di riqualificazione, spazi ed edifici, anche inutilizzati, ritenuti incongrui per dimensioni o tipologia, con il contesto edilizio circostante, da riqualificare in funzione di una maggiore efficienza energetica, sicurezza strutturale e ambientale, o per fini sociali. Nell’ambito di tale Programma, i Comuni sono impegnati a redigere, anche su proposta di soggetti privati e pubblici, un “Piano comunale di rigenerazione urbana e territoriale”.
lunedì 26 Ottobre 2026 - 09:41:57 AM
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