E’ stata una lunga giornata quella di ieri 8 aprile nella Questura di Campobasso per i familiari di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, le due donne di Pietracatella, madre (50enne) e figlia (15enne), decedute per avvelenamento da ricina nei giorni successivi al Natale. Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, è stato ascoltato per circa 10 ore insieme all’altra figlia 19enne, Alice, dagli inquirenti, fino alle ore 20, come persone informate sui fatti, ed è probabile che saranno sentiti di nuovo. In questi giorni negli uffici di via Tiberio è un vero e proprio viavai di parenti, da cui gli agenti della Squadra Mobile intendono ricevere ogni possibile contributo alle indagini (ieri le dichiarazioni sono state raccolte fino alle 23 dal pm Antonelli e dal dirigente della Mobile, Graziano, e questa mattina sono riprese). Sono state ore pesanti ma ritenute necessarie dagli investigatori per esaminare ogni dettaglio, non lasciare nulla al caso, per provare a ricostruire il momento in cui il veleno, qualora fosse stato ingerito durante il consumo di un pasto, possa essere finito nei piatti, per analizzare eventuali dinamiche interne ed esterne alla famiglia. A Pietracatella intanto è sceso il silenzio per rispetto della famiglia coinvolta e delle indagini che mirano ad arrivare alla verità. La tragedia ha assunto risvolti inquietanti. La Procura di Larino indaga per omicidio premeditato ma attualmente il fascicolo è contro ignoti.
mercoledì 15 Luglio 2026 - 01:03:47 AM
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