Sono circa 1.900 le entrate programmate dalle imprese molisane nel mese di maggio 2026, che saliranno a 7.220 nel trimestre maggio-luglio. Rispetto allo stesso periodo del 2025, la domanda di lavoro registra una lieve flessione nel mese (-80 unità), ma una crescita sul trimestre (+220).
È quanto emerge dalle elaborazioni regionali del Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Programma nazionale “Giovani, donne e lavoro” cofinanziato dall’Unione europea.
Nel mese di maggio, il 60% delle assunzioni previste si concentra nel settore dei servizi, mentre l’86% delle opportunità riguarda imprese con meno di 50 dipendenti. Le imprese che prevedono assunzioni rappresentano il 16% del totale. Quasi un ingresso su tre interesserà giovani under 30, mentre il 17% delle entrate sarà destinato a lavoratori immigrati. Per il 67% dei profili richiesti viene inoltre domandata una precedente esperienza professionale specifica o nello stesso settore.
La dinamica settoriale
Il comparto dei servizi si conferma il principale motore della domanda di lavoro regionale, con 1.130 entrate previste a maggio (59,7% del totale) e 4.560 nel trimestre. Le maggiori opportunità si concentrano nei servizi di alloggio e ristorazione e nei servizi turistici (370 ingressi nel mese; 1.770 nel trimestre), seguiti dai servizi alle imprese (290 nel mese; 950 nel trimestre), dai servizi alle persone (270; 990) e dal commercio (210; 860).
L’industria programma invece circa 520 assunzioni nel mese (27,6% del totale) e 1.740 nel trimestre. A sostenere la domanda sono soprattutto le costruzioni, con 290 ingressi previsti a maggio e 940 nel trimestre, mentre il comparto manifatturiero e delle public utilities si attesta su 230 entrate nel mese e 810 nel trimestre.
Il settore primario prevede infine circa 240 ingressi a maggio e 920 nel trimestre maggio-luglio.
Contratti a termine prevalenti, cresce la richiesta di giovani
Sul fronte contrattuale prevalgono nettamente i rapporti a termine: il 75% delle entrate previste sarà infatti con contratto a tempo determinato, mentre il tempo indeterminato si ferma al 12%. L’apprendistato rappresenta il 2% delle assunzioni programmate.
Quasi un ingresso su tre interesserà giovani under 30, mentre il 17% delle assunzioni previste sarà destinato a lavoratori immigrati.
Le entrate previste per area aziendale
Oltre la metà delle opportunità occupazionali si colloca nell’area della produzione di beni ed erogazione dei servizi, che assorbe il 52,9% delle entrate previste. Seguono le aree commerciali e della vendita (16,6%), le aree tecniche e della progettazione (14,9%) e la logistica (9,8%). Più contenute le quote legate alle attività amministrative (3,4%) e direzionali (2,4%).
Dal punto di vista professionale, le imprese ricercano soprattutto operai specializzati e conduttori di impianti (33% delle entrate), professioni commerciali e dei servizi (30%) e profili generici (22%). Più limitata la quota destinata a dirigenti, specialisti e tecnici (10%) e agli impiegati (5%).
Figure ricercate e difficoltà di reperimento
La difficoltà di reperimento si attesta al 41% delle entrate previste, soprattutto per mancanza di candidati disponibili (22%) e, in misura minore, per preparazione non adeguata (16,2%). Le criticità risultano particolarmente elevate per alcuni profili tecnici e specializzati, soprattutto nei comparti delle costruzioni, della meccanica, dell’elettronica e della logistica.
Tra i titoli di studio più richiesti figurano il diploma di scuola secondaria superiore (30% delle entrate), le qualifiche professionali (34%) e la scuola dell’obbligo (25%), mentre l’8% delle assunzioni previste riguarda personale laureato.
Il quadro nazionale
A livello territoriale, 181mila entrate sono previste nel Sud e isole, 130mila nel Nord ovest, 124mila nel Nord est, 107mila al Centro.





