Il Consiglio Regionale, presieduto da Quintino Pallante, nella seduta di questa mattina, ha approvato a maggioranza (con 4 astensioni) l’“Aggiornamento del piano regionale per la gestione dei rifiuti (D.G.R. del 17.11.2025 n. 403)”. Il testo è stato licenziato con le modifiche apportate dagli emendamenti presentati in Aula a seguito della discussione, della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e degli esiti della consultazione con i soggetti interessati.
Il relatore e consigliere, Massimo Sabusco, ha illustrato il provvedimento all’Aula. Sono seguiti gli interventi in sede di discussione generale e per dichiarazione di voto dei consiglieri Romano, Greco, Primiani, Facciolla e dell’assessore Di Baggio.
Il testo adottato oggi costituisce l’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e Bonifica Siti Contaminati 2025-2030 (PRRB).
“Il PRGR – si legge nell’introduzione del testo votato – ha un orizzonte temporale di sei anni e ha l’obiettivo sia di individuare le politiche regionali, sia di orientare e incentivare le condotte dei privati verso il pieno sviluppo di un’economia sostenibile e circolare, a beneficio della società e della qualità dell’ambiente”.
“Il Piano, così come aggiornato – si legge ancora nella premessa –, si pone come uno dei pilastri strategici e attuativi della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, insieme al Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti e ad altri strumenti di policy”.
Gravina: «Condivisibili alcuni intenti, ma restano grandi interrogativi sulle modalità. Le comunità molisane chiedono risposte concrete»
L’aggiornamento del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti è approdato oggi in Consiglio regionale. Un passaggio che il Movimento 5 Stelle ha voluto inquadrare in una storia di attenzione e sollecitazione istituzionale che si protrae da anni, come ricordato dal consigliere Roberto Gravina nel suo intervento in aula, su un tema che riguarda da vicino la salute ambientale dell’intero territorio
«Già nel novembre del 2023 — ha dichiarato Gravina — tutta l’opposizione sottoscrisse un’interrogazione a risposta scritta per ottenere chiarimenti sulla situazione della discarica di Montagano. Non era un atto isolato: era il segnale di un’attenzione costante che la minoranza ha mantenuto nel tempo su questa vicenda e, più in generale, sulla questione ambientale in Molise».
Un’attenzione che, sottolinea il consigliere del Movimento 5 Stelle, non è mai venuta meno neanche di fronte alle difficoltà oggettive che accompagnano la gestione di un impianto come quello di Montagano. «Ricordo ancora il grido d’allarme lanciato dall’avvocato Marinelli, all’epoca commissario liquidatore della Comunità Montana “Molise Centrale”, che chiedeva alla Regione di mettere in sicurezza il sito di Montagano — ha proseguito Gravina —. Una richiesta legittima, rimasta a lungo senza risposta adeguata e non posso non notare come, a distanza di poco tempo da quella sua sollecitazione, Marinelli sia stato sostituito nella sua carica».
All’interrogazione del 2023 ne è seguita anche un’altra, a risposta orale, nel 2025. Ma anche in quell’occasione, ricorda Gravina, l’opposizione è dovuta tornare sul tema per sollecitare chiarimenti più puntuali, ottenendo però soltanto una risposta generica, che non ha sciolto i nodi principali della vicenda.
«Se alcuni intenti contenuti nel piano possono essere condivisibili — ha affermato il consigliere M5S — rimane uno scetticismo molto forte sulle modalità. Sono troppi i Comuni molisani che si trovano prossimi allo zero nella raccolta differenziata o che versano in condizioni di assoluta inadeguatezza rispetto agli obiettivi che ci siamo dati come regione. I dubbi che noi poniamo oggi non sono ostruzionismo: sono la voce di quelle comunità che meritano risposte chiare su cosa succederà nei prossimi anni, su chi si farà carico degli investimenti necessari e su quali tempi realistici si pensa di operare».
L’invito di Gravina alla Giunta regionale è diretto: uscire dalla vaghezza programmatica e restituire al Consiglio e ai cittadini un quadro aggiornato e trasparente dello stato dell’arte, a partire dalla situazione impiantistica e dalla reale capacità dei territori di sostenere la transizione verso modelli più virtuosi di gestione dei rifiuti.
In sede di dichiarazione di voto, Gravina ha ulteriormente chiarito la sua posizione: «Confermo un voto di astensione. Non è un via libera, ma nemmeno una chiusura pregiudiziale: restano dubbi oggettivi, in particolare sul fronte dei finanziamenti e su altre criticità che il piano, a nostro avviso, non affronta in maniera adeguata».




