«Sulla vicenda relativa al Consorzio per lo Sviluppo Industriale Campobasso-Bojano riteniamo necessario fare chiarezza sulle ragioni che hanno portato i Comuni di Campochiaro e San Polo Matese a rivolgersi al TAR Molise e, soprattutto, sul significato dell’intervento della Regione Molise nel giudizio.»
Ad intervenire in una nota sono i sindaci di Campochiaro e San Polo, Simona Valente e Tonino Spina.
«Fin dall’inizio abbiamo agito con un obiettivo preciso: tutelare il corretto funzionamento del Consorzio e garantire che le decisioni riguardanti un ente così importante per lo sviluppo economico e produttivo del nostro territorio siano assunte nel pieno rispetto delle regole e con l’effettiva partecipazione degli enti che ne fanno parte.
Non abbiamo intrapreso questa iniziativa contro qualcuno e non ci interessa trasformare una questione istituzionale in una contrapposizione personale. Non è una battaglia per le cariche e non lo è mai stata. È una questione di regole, trasparenza e rappresentanza.
Il ricorso presentato dai nostri Comuni riguarda le deliberazioni adottate il 24 giugno 2026, quando si è proceduto all’elezione del Presidente del Consorzio e dei componenti del Comitato Direttivo in una seduta alla quale hanno partecipato soltanto quattro dei dieci enti componenti del Consiglio Generale, in violazione delle disposizioni statutarie che richiedono, ai fini dell’elezione del Presidente in seconda convocazione, la presenza della maggioranza assoluta dei componenti, pari a sei su dieci.
A questo dato se ne aggiunge un altro altrettanto importante. Il 22 giugno 2026, due giorni prima di quella seduta, la Regione Molise aveva revocato il precedente Commissario straordinario e nominato la dott.ssa Angela Aufiero quale nuovo Commissario del Consorzio, attribuendole i relativi poteri di gestione fino al 22 dicembre 2026.
Abbiamo ritenuto che circostanze di questa rilevanza non potessero essere ignorate e abbiamo quindi scelto di sottoporle alla valutazione del giudice amministrativo. Sarà il TAR, naturalmente, a pronunciarsi sulla legittimità degli atti impugnati e rispetteremo la sua decisione. Come Sindaci, però, avevamo il dovere di tutelare i Comuni che rappresentiamo e le prerogative che ad essi spettano all’interno del Consorzio.
È importante ricordare anche che non siamo arrivati al ricorso senza avere prima cercato una soluzione sul piano istituzionale.
Già il 19 giugno 2026, insieme al Comune di Casalciprano, avevamo formalmente rappresentato alla Regione una serie di criticità riguardanti la gestione del Consorzio, chiedendo chiarezza sulla situazione contabile, patrimoniale e finanziaria dell’ente, sul personale, sui contenziosi, sui progetti e sulla stessa composizione della compagine consortile.
Abbiamo chiesto informazioni e trasparenza prima di rivolgerci al giudice. Abbiamo chiesto che tutti gli enti fossero messi nelle condizioni di conoscere la situazione del Consorzio e di partecipare consapevolmente alle decisioni. Solo successivamente, di fronte agli atti adottati il 24 giugno, abbiamo ritenuto necessario ricorrere al TAR.
Oggi interviene un fatto nuovo e particolarmente significativo: la Regione Molise ha deciso di intervenire ad adiuvandum nel giudizio promosso da Campochiaro e San Polo Matese.
È un passaggio che riteniamo importante perché dimostra che le questioni che abbiamo posto non possono essere liquidate come una polemica tra Comuni o, peggio ancora, come uno scontro personale. La stessa Regione, che sul Consorzio esercita funzioni di indirizzo, verifica e vigilanza, ha ritenuto di intervenire nel procedimento dinanzi al TAR a sostegno delle ragioni prospettate nel nostro ricorso.
Questo non significa anticipare l’esito del giudizio, che spetta esclusivamente al TAR. Significa però riconoscere che esiste una questione istituzionale seria sulla quale è necessario fare definitivamente chiarezza.
Il nostro obiettivo, tuttavia, non è fermare il Consorzio. È esattamente il contrario.
Vogliamo un Consorzio che funzioni, che sia capace di programmare, di sostenere le imprese, di attrarre investimenti e di offrire servizi efficienti. Vogliamo che torni ad occuparsi pienamente della propria missione e dello sviluppo di un’area industriale che rappresenta una risorsa fondamentale per i nostri Comuni e per l’intero Molise.
Proprio perché attribuiamo al Consorzio questa importanza, riteniamo indispensabile che la sua governance poggi su basi solide e che nessun dubbio possa esistere sulla legittimità degli organi chiamati ad assumere decisioni che riguardano imprese, investimenti, infrastrutture e occupazione.
Campochiaro e San Polo Matese non chiedono privilegi e non rivendicano poltrone. Chiediamo semplicemente che tutti rispettino le stesse regole e che ogni Comune possa esercitare pienamente il ruolo che gli spetta.
Continueremo quindi a tutelare le nostre comunità nelle sedi competenti, mantenendo allo stesso tempo piena disponibilità al confronto istituzionale con la Regione e con tutti gli altri Comuni.
La nostra posizione è e rimane costruttiva: vogliamo superare questa fase e restituire al Consorzio stabilità, autorevolezza e capacità di programmazione.
Il rispetto delle regole non blocca le istituzioni. È ciò che consente alle istituzioni di funzionare e di essere credibili. Ed è da qui che, nell’interesse del territorio, riteniamo si debba ripartire».
martedì 25 Agosto 2026 - 03:33:48 PM
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