Il vecchio cellulare dimenticato in un cassetto, il caricabatterie che finisce nel secco, gli auricolari che nessuno pensa di portare al centro di raccolta. Per questi oggetti, nei diciotto Comuni dell’Area Urbana di Campobasso, la raccolta di prossimità oggi è più forte: 26 contenitori dedicati, uno in ciascuno dei diciassette Comuni del territorio e nove nelle scuole del capoluogo, e un’isola ecologica itinerante rinnovata, che resterà al servizio del territorio anche dopo la fine del progetto.
È l’eredità di CLEAR, l’Azione Pilota presentata questa mattina nella sede di SEA S.p.A., in piazza Molise, davanti ai sindaci e ai rappresentanti dei Comuni che hanno aderito. La sperimentazione fa parte di WEEEWaste, progetto del programma Interreg Europe di cui il Comune di Campobasso è partner. Il Comune è titolare dell’Azione Pilota e ne ha guidato l’impostazione; SEA, come gestore del servizio, l’ha attuata sul territorio.
Ad aprire i lavori è stata Monica Scalabrino, consigliera di SEA: «A ogni tappa dell’isola c’erano i nostri operatori, a contatto diretto con i cittadini. Quel confronto ci ha mostrato quanto contino, accanto al servizio, la presenza e la spiegazione. È un insegnamento che vogliamo portare anche nel lavoro ordinario».
«La gestione dei rifiuti non si ferma ai confini comunali», ha detto l’assessore all’Ambiente del Comune di Campobasso, Simone Cretella. «Per questo abbiamo voluto che l’opportunità offerta da WEEEWaste non restasse cittadina, ma fosse estesa a tutta l’Area Urbana. I sindaci l’hanno accolta e SEA l’ha resa operativa». Il direttore tecnico del GAL Molise, Adolfo Colagiovanni, ha poi illustrato lo stato di avanzamento di WEEEWaste, che mette in rete enti di diversi Paesi europei per confrontare esperienze e buone pratiche nella gestione dei RAEE. L’esperienza di CLEAR entrerà in questo confronto.
Da fine agosto l’isola ha fatto 36 tappe nelle piazze dei diciotto Comuni, ognuna con un operatore SEA per la raccolta e un comunicatore per rispondere alle domande dei cittadini. Tra il 23 settembre e il 10 ottobre gli incontri in nove istituti comprensivi di 13 Comuni hanno coinvolto centinaia di alunni della primaria e della secondaria di primo grado, e ogni incontro è stato collegato al contenitore installato nella scuola.
«Il servizio per raccoglierli c’era già», ha spiegato il direttore generale di SEA, Mauro Vitolo. «Ma l’esperienza ci dice che la disponibilità di un servizio non basta a garantirne l’utilizzo. Se il cittadino non sa che quell’oggetto è un RAEE, se il punto di raccolta è lontano o poco conosciuto, il conferimento non avviene».

Per questo la raccolta è stata accompagnata dall’informazione. L’isola, che prima era un container bianco con indicazioni scritte a mano, riporta ora su ogni scomparto le categorie di rifiuti che si possono conferire. La campagna «DOPO RESTA. Anche quando smetti di usarlo», costruita su quattro oggetti di uso comune, è stata portata nelle piazze, sui manifesti in città e nelle aule come materiale didattico. Ai Comuni, molti dei quali non hanno un ufficio comunicazione, SEA ha consegnato un media kit con la notizia per il sito, banner, post e un calendario di pubblicazione, che resta a loro disposizione. La campagna è attiva fino al 12 novembre.
L’esperto tecnico Giuseppe D’Alessandro ha riportato la discussione sui numeri. Secondo il Centro di Coordinamento RAEE, nel 2025 il Molise ha registrato la crescita più alta d’Italia nella raccolta dei rifiuti elettronici, più 17,4 per cento, ma sui piccoli apparecchi resta sotto la media nazionale: circa 1,1 chili per abitante contro 1,47. Un servizio di prossimità, ha avvertito, non si valuta solo sui chili raccolti: contano i costi, l’accessibilità, la qualità dei conferimenti e i risultati nel tempo. «Una campagna di comunicazione può far crescere i conferimenti per qualche mese, ed è un buon risultato, ma è cosa diversa da un servizio usato con continuità. Esperienze come CLEAR valgono nella misura in cui riusciamo a trasformarle in servizi ordinari e sostenibili».
Il passo successivo, quindi, è misurare la rete, punto per punto e nel tempo, per decidere che cosa rendere stabile.
«Abbiamo un patrimonio da non disperdere: i contenitori, un mezzo rinnovato, i materiali di comunicazione e soprattutto l’abitudine a lavorare insieme», ha concluso Cretella. «Ora valuteremo i risultati con SEA e con i sindaci per inserirli nella programmazione ordinaria del servizio. Un’esperienza pilota ha valore solo se lascia qualcosa che dura».




