Un difetto di comunicazione tra due recettori presenti nei neuroni è stato osservato nel cervello di pazienti affetti da epilessia del lobo temporale, la più comune forma di epilessia focale adulta. È il risultato di una ricerca condotta dal Laboratorio di Epilessia Sperimentale dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma. Pubblicato sulla rivista scientifica Epilepsia, lo studio, condotto su tessuti umani e su modelli animali, si è concentrato sull’azione dell’acido γ-aminobutirrico (GABA), appartenente alla categoria dei neurotrasmettitori, molecole che, raggiungendo specifici recettori sulla membrana cellulare, garantiscono la comunicazione tra i neuroni. Il GABA, in particolare, è il principale neurotrasmettitore inibitorio. In altri termini la sua azione è di limitare l’attività elettrica dei neuroni, contrapponendosi all’effetto, opposto, dei neurotrasmettitori eccitatori. “L’epilessia è caratterizzata – dice la dottoressa Katiuscia Martinello – da uno squilibrio tra eccitazione e inibizione. L’obiettivo delle attuali terapie farmacologiche è di potenziare quest’ultima. L’analisi dell’azione del GABA è quindi particolarmente importante per capire meglio la malattia e per sviluppare nuove terapie. Per questo motivo nella nostra ricerca abbiamo studiato due particolari recettori di questa molecola: il tipo B e il tipo A. I nostri dati dimostrano che, nel tessuto nervoso non epilettico, i due recettori comunicano tra loro in modo da rispondere in maniera efficace e coordinata al rilascio di GABA dalle cellule inibitorie”. Un coordinamento che però viene perso in quelle parti di tessuto nervoso che danno origine alle scariche epilettiche, detto focus epilettico. “Nei neuroni dei tessuti epilettici – prosegue Martinello – abbiamo individuato la totale mancanza di questo cross-talk (comunicazione reciproca tra recettori A e B, ndr). Questo deficit contribuisce ad una diminuzione dell’inibizione, e di conseguenza a una maggiore eccitabilità delle cellule nervose, facilitando l’insorgenza e il rafforzamento delle crisi epilettiche. Naturalmente – conclude la ricercatrice – saranno necessari ulteriori studi per approfondire questi meccanismi. L’ipotesi è che potrebbe essere possibile attivare selettivamente uno dei due tipi di recettori in modo da aumentare il segnale inibitorio trasmesso dal GABA. Questa strategia potrebbe rivelarsi molto importante se consideriamo che le terapie attualmente in uso possono spesso indurre resistenza, rendendo inefficace nel tempo l’azione dei farmaci”.
martedì 27 Ottobre 2026 - 07:11:40 AM
News
- Sanità, proposta Commissione consiliare su rapporti con i privati e liste d’attesa
- “Nessuno resti senza un fiore”: presentata a Palazzo San Giorgio l’iniziativa di solidarietà e memoria
- Intervento non autorizzato, sequestrati 600 metri quadrati di area demaniale sul litorale di Campomarino
- Il Castelnuovo passa all’Arena al supplementare, amarezza per la Magnolia contro le Giraffe
- Ragazzi con patologie oncologiche, raccolti 1.500 euro alla Cena in Rosa a sostegno del Fondo Pigiama Run
- “Attenti alle truffe”, prevenzione in scena con “Gli Improvvisati”
- Il Molise al Festival delle Regioni. Roberti: “Lo sviluppo parta dai bisogni delle comunità”
- “Camminata tra gli Olivi”, Larino celebra la 10a giornata: grande successo tra natura, salute e tradizioni



