E’ stato aggredito da un detenuto che gli ha gettato addosso dell’olio bollente, colpendolo in pieno viso e lasciandogli profonde ustioni, le cui cicatrici difficilmente spariranno. L’episodio è successo alcuni giorni fa nel carcere di Sulmona, vittima un agente della polizia penitenziaria di Chieti con origini molisane, anche se l’identità e altri riferimenti non sono stati svelati per ragioni di privacy. A raccontarlo è il sindacalista Aldo Di Giacomo, che questa mattina ha lanciato un nuovo appello alle istituzioni davanti alla casa circondariale di Campobasso, recentemente protagonista del rinvenimento di droga e cellulari in alcune celle. “E’ l’ennesimo episodio al culmine di una situazione drammatica che vivono gli agenti penitenziari”, continua Di Giacomo. “Sempre di recente ad Ariano Irpino alcuni agenti sono stati sequestrati da un centinaio di detenuti e sono stati salvati da altri detenuti che invece volevano opporsi a questa ribellione. Ogni giorno in Italia una ventina di agenti sono ricoverati per lesioni subite in carcere”. Il problema principale resta la carenza di personale, compreso quello medico e infermieristico. Fra le conseguenze, appunto, maggiore instabilità fra i detenuti e le difficoltà ad evitare che dall’esterno possano finire in mano agli stessi cose che non hanno passato i controlli. Ma ci sono altri due aspetti di cui ha parlato il sindacalista, che di recente aveva intrapreso un altro sciopero della fame: le depenalizzazioni, “che lasciano a piede libero persone autrici di furti, rapine, spaccio di stupefacenti e altri reati e vanificano il lavoro delle forze dell’ordine, spesso impegnate a combattere questioni molto più urgenti, come mafie e malavita organizzata”, e il reinserimento graduale del detenuto, “evitando situazioni che portano da un eccesso a un altro, in termini di repressione-concessione, o premi elevati in caso di lavoro in carcere”.
sabato 18 Luglio 2026 - 10:39:19 AM
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