Nel clima di allerta e di psicosi generate dai contagi in Italia da coronavirus viene alla ribalta, ancora una volta, come gli italiani – mediamente – siano un popolo poco proattivo, che tenta di mettersi in guardia, anche in maniera esasperata, a male già avvenuto. Fermo restando che tutta una serie di buone pratiche quotidiane, senza ormai rendercene più conto, creano una sorta di barriera contro virus esterni, ce ne sono altre che vengono “snobbate” durante l’anno, salvo ricordarcene fino all’eccesso in momenti come quello che stiamo vivendo in queste settimane. La prevenzione è una necessità che va percepita e adottata sia in maniera singola che collettiva. Nel secondo caso sono sempre uno o più soggetti ad essere responsabili della pulizia di un ambiente, generalmente delegata a personale addetto, lasciando che tutti gli altri quantomeno si affidino alle norme del vivere civile. Mantenere un ambiente sano e pulito potrebbe non essere sufficiente ad evitare, ad esempio, di contrarre un’influenza, soprattutto nei periodi di picco, ma di certo può contribuire ad abbasarne il rischio. Ecco perché una ditta molisana, la Its srl, specializzata nella fornitura di elettromedicali nelle strutture sanitarie, molto attiva anche fuori i confini regionali, ha sviluppato un progetto denominato “Sanificazione 1.0” che mira ad abbattere il più possibile la permanenza di agenti patogeni in un ambiente chiuso.

In cosa consiste?, chiediamo ad Andrea Iannetta, responsabile della Its. “L’obiettivo è sanificare tramite perossido di idrogeno, con un processo di nebulizzazione, gli ambienti in generale, in particolare luoghi pubblici e privati chiusi, come scuole, comuni e strutture sanitarie. Un’azione che consentirebbe di rendere sicure aria e superfici che generalmente non vengono disinfettate, abbassando la carica microbica e batterica“. La diretta conseguenza è quella di ridurre significativamente il rischio di contrarre infezioni, dando modo alle strutture che farebbero uso di tali strumenti di adeguarsi in pieno alle linee guida dettate dal Ministero della Salute. “Nel dettaglio – continua Iannetta – l’applicazione di tale progetto da parte di Its consiste nella predisposizione di un macchinario all’avanguardia e certificato munito di software specifico e di test chimici atti a garantire l’efficacia del procedimento. Al termine di ogni azione di sanificazione da parte del macchinario, lo stesso rilascia un report scritto dettagliato del processo effettuato”. In sostanza, qualora l’ambiente sia stato potenzialmente infettato da portatori di agenti patogeni, il progetto costituirebbe una reale garanzia per ridurre rischio e probabilità di contagio. Esso nasce dall’esigenza di fare prevenzione non solo per il bene della popolazione ma anche per ridurre i costi sanitari, sia nella gestione dei pazienti sia a livello assicurativo. Non è un caso che lo slogan scelto sia “prevenire pazienti e futuro“.
venerdì 2 Gennaio 2026 - 12:36:31 PM
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