Gabrielli agli studenti del ‘Pilla’: ‘Non delegate il vostro futuro, assumetevi le responsabilità’

Dal bullismo al concetto di libertà e al futuro delle nuove generazioni: sono diversi gli argomenti affrontati dal Capo della Polizia Franco Gabrielli, ospite questa mattina a Campobasso presso l’Istituto Tecnico ‘Pilla’ per l’inaugurazione del nuovo anno scolastico. In una palestra stracolma di ragazzi, affiancato dal dirigente scolastico Rossella Gianfagna che ha dato il benvenuto al rappresentante nazionale a nome di personale docente e studenti, Gabrielli è stato prima invitato ad assistere a due video prodotti dai ragazzi contro il bullismo e il cyberbullismo, poi si è presentato alla platea, dando uno sguardo ai temi più attuali. Partendo dal discorso sulla sicurezza, distinguendo quella rilevata da quella recepita, che si muovono in direzioni opposte. “Mentre i dati nazionali sui reati sono in calo, abbiamo a che fare con una generale percezione di insicurezza”, ha detto Gabrielli. “Su questo non incide solo la commissione di delitti, ma anche altri aspetti, come ad esempio il tendenziale invecchiamento della popolazione, e noi sappiamo che dopo una certa età ci si sente più indifesi, meno sicuri di se stessi. Oppure la crisi, il precariato, che non danno certezze. Io vengo da una generazione in cui l’aspettativa di vita era uguale o migliore a quella del padre, mentre oggi è esattamente l’opposto. Aggiungerei il tema dell’immigrazione, che genera una serie di reazioni, al di là di quelle più strettamente xenofobe”. Quindi il concetto di libertà e la necessità di un patto sociale. “La libertà non è fare solo quello che si vuole ma prendere in considerazione le libertà degli altri. Il patto sociale, perciò, si regge su delle regole e soprattutto sull’assunzione di responsabilità”. E su questo un monito ai giovani. “La pace che da anni vive l’Europa sul proprio continente ci ha fatto dimenticare situazioni che oggi avvengono in altre parti del mondo e la necessità di un impegno quotidiano a tutti i livelli. Noto nei giovani un certo lasciarsi andare, un delegare ad altri il proprio futuro. Io invece vi invito a non delegare, ad essere protagonisti nella costruzione del vostro futuro, appunto ad assumervi la responsabilità”. Uno sguardo poi al mondo di internet e ai social network. “Purtroppo assistiamo quotidianamente alla saga dell’ignoranza e dell’aggressività”. Qui dalla platea partono gli applausi. “Internet doveva essere un’occasione di confronto e si è trasformato in un luogo di chiusura in se stessi. Una volta i confronti si facevano al bar o in altri luoghi di ritrovo, dove c’era il contatto fisico e se qualcuno diceva qualche stupidaggine di troppo veniva subito rimesso in riga. Oggi tramite la rete pensiamo che tutto sia lecito e consentito. C’è chi pensa che bisogna ricorrere a strumenti repressivi e limitazioni, io credo che siano necessari strumenti di prevenzione e formazione culturale, magari la strada è più lunga e faticosa, ma resterà la possibilità di rivendicare i propri spazi di libertà”. Gabrielli, dopo il suo intervento, ha vestito i panni del prof e munito di registro ha interrogato alcuni alunni presenti sul palco, lasciando che i ragazzi potessero esprimersi su particolari aspetti legati alla legalità che interessano soprattutto i minori.

 

 

 

 

 

 

 

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