Frattura: ‘Avanti senza quarto assessore per evitare divisioni’

La mancata nomina del quarto assessore per rinforzare la maggioranza, o meglio per evitare i malumori che inevitabilmente sarebbero sorti tra gli esclusi. Per il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, si tratta di “una scelta di coerenza”. Mai, confessa all’Ansa, avrebbe utilizzato la nomina per creare nuovi equilibri o fare campagna acquisti nel centrosinistra. A pochi mesi dal ritorno alle urne, Frattura fa tramontare definitivamente la questione che si trascina da ormai quasi due anni, da quando, cioè, Michele Petraroia si dimise dalla carica di assessore regionale al lavoro. Da allora più volte era stata data per imminente la nomina del suo sostituto, ma nulla si è poi concretizzando e l’esecutivo è rimasto quello composto da appena tre assessori (Frattura ha nominato solo Veneziale al posto di Scarabeo). Il presidente, confermando che questo assetto rimarrà tale anche negli ultimi mesi della legislatura, motiva così la decisione di non nominare il quarto componente della giunta: “La mancata nomina è stato un carico di lavoro aggiuntivo per il sottoscritto e per i tre assessori. Probabilmente, considerando i movimenti politici che abbiamo vissuto in maggioranza, mai avremmo immaginato di utilizzare la nomina di un assessore quale elemento di convincimento per rinforzare la maggioranza. Ancora una volta per coerenza ci siamo caricati ulteriormente di lavoro”. Dunque la nomina non è stata fatta perché sarebbe potuta diventare motivo di divisione? “Più che di divisioni – risponde Frattura – sarebbe stata male interpretata come opportunità di aggregazione, quindi proprio per evitare questo passaggio siamo andati avanti con tre assessori, auspicando che possa rimettersi in campo una rivisitazione dello Statuto rispettando le norme e ridefinendo anche le rappresentanze del governo regionale”. Il governatore quasi certamente sarà in corsa alle Regionali. “Sto facendo una verifica con il Partito democratico e con la stragrande maggioranza della coalizione programmatica che ci ha portato a vincere le elezioni quattro anni e mezzo fa, per capire se ci sono i presupposti per una mia riproposizione”. Risponde così alla domanda se la sua ricandidatura alla presidenza della Regione sia una cosa certa o se invece sia ancora da decidere. “Oggi – prosegue – parliamo di condivisione delle cose fatte. Se questa condivisione dovesse essere tale da portarci tutti a guardare con ottimismo alla tornata elettorale, è chiaro che mi farebbe piacere guidare di nuovo la proposta per i prossimi cinque anni. Allo stesso tempo mi auguro che sia riproposta l’alleanza programmatica che ha dimostrato di funzionare durante questa legislatura”. Il governatore parla anche dei due alleati maggiormente sotto i riflettori, Antonio Di Pietro e Aldo Patriciello. L’ex pm sarà ancora al suo fianco? “Sono convinto che Di Pietro starà con noi, mi pare di leggere con chiarezza le sue dichiarazioni. Qualcuno ha provato a mestare per creare confusione, ma Di Pietro ha già chiarito che la sua ipotesi di candidatura è al Parlamento, in un collegio che dovrebbe essere in Lombardia, come mi sembra di aver letto. Suo figlio Cristiano si è espresso in maniera chiarissima, fatte salve posizioni diverse e contrastanti del papà, ma a quel punto sarebbe difficile giustificare due familiari in due schieramenti diversi”. Quanto all’europarlamentare di Forza Italia, Aldo Patriciello, Frattura conferma che vorrà ancora la lista ‘Rialzati Molise’ al suo fianco: “Io parlo di alleanza programmatica che è la conferma dell’alleanza che ci ha portato a vincere non solo le elezioni regionali, ma anche tutte le altre che sono seguite, escluso purtroppo l’incidente di Isernia”. Infine il presidente indica quali potrebbero essere gli altri provvedimenti, oltre alla legge elettorale, varati dal Consiglio regionale negli ultimi mesi della legislatura: “Abbiamo altre proposte ferme in Commissione e che riguardano il completamento della riorganizzazione amministrativa. Abbiamo, per fare un esempio, l’Eres che sostituisce gli Iacp. Abbiamo il ragionamento avviato sui consorzi industriali e sui consorzi di bonifica. Su questi temi più amministrativi mi auguro che il Consiglio possa chiudere la legislatura licenziando definitivamente le relative leggi di riordino”. (fonte Ansa)

 

 

 

 

 

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