Oltre 100 partecipanti e massima attenzione ai più importanti temi della medicina interna: dalla gestione dell’anziano complesso alla scompenso cardiaco, dalla sepsi alla insufficienza respiratoria, fino alla crisi di panico e all’uso di nuovi farmaci. Approfondimenti oggetto dell’incontro formativo che si è tenuto alla Casa di Comunità di Larino, dal titolo “Il paziente critico in Medicina Interna- La Medicina Interna nel 2025” lo scorso 5 dicembre.
Molto apprezzata la sessione dedicata alle malattie neoplastiche, alla gestione del fine vita, all’accanimento terapeutico e alla eutanasia grazie al contributo di valenti specialisti provenienti anche da fuori regione. Aspetti completati, inoltre, dall’intervento di un magistrato che ha spiegato tutte le implicazioni giuridiche.
Spazio poi ai problemi gestionali.
“Confermata, in modo unanime – ha sottolineato il direttore della S.C. di Medicina Interna del presidio ospedaliero San Timoteo di Termoli, Nicola Rocchia – la centralità della Medicina Interna per la vita di tutto l’ospedale. Proprio lì, infatti, viene ricoverato l’80% di tutti pazienti complessi e multi morbidi, invertendo così un ruolo che, fino a qualche anno fa, vedeva le branche specialistiche ad essere supportate dalla ‘Medicina’. Tuttavia, va potenziato il rapporto con il territorio”.
Valutate, a seguire, alcune ipotesi di riorganizzazione proposte da varie società scientifiche nazionali per migliorare da un lato l’eccesso di ricoveri e dall’altro il boarding del Pronto Soccorso, quest’ultimo fortemente supportato dalla Medicina Interna.
“La gestione del paziente critico – ha ribadito il direttore generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo – rappresenta una delle sfide più complesse e al tempo stesso più qualificanti per l’internista moderno. L’evoluzione dell’età media della popolazione, l’aumento delle comorbidità e la frequente necessità di integrare competenze diverse rendono il ruolo della Medicina Interna sempre più centrale nel percorso assistenziale. In questo contesto assume particolare rilievo il delicato tema della gestione del paziente “complesso, comorbido e, spesso in “fine vita”, un ambito in cui l’internista è chiamato non solo a garantire appropriatezza clinica, ma anche a esprimere competenza relazionale, sensibilità etica e capacità di costruire un’alleanza autentica con il paziente e con la sua famiglia. Accompagnare la persona nelle fasi più fragili della malattia significa riconoscere il valore della dignità umana, difenderla e sostenerla con professionalità, ascolto e rispetto”.

mercoledì 12 Agosto 2026 - 01:07:14 AM
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