Si è svolto presso la libreria “Risguardi” sabato 21 febbraio il dibattito sul referendum sulla giustizia tra il Procuratore Capo di Campobasso, Nicola D’Angelo, e il neo presidente del Tribunale di Larino, Daniele Colucci. A moderare il convegno il giornalista Pasquale Di Bello, che ha chiesto a D’Angelo i motivi del no e a Colucci quelli per il sì. “Votare sì per la separazione delle carriere è giusto – ha affermato Colucci – perché il P.M. è collega del giudice e il giudice deve essere imparziale, in questo momento non lo è. Ecco perchè la separazione delle carriere è importante”. Per D’Angelo non è necessaria la riforma perché il giudice e il P.M. sono già in uffici diversi. “Io non vedo nessun rischio per la tutela dei diritti del cittadino, poi c’à la figura dell’avvocato che deve fare l’interesse del suo assistito. In merito al secondo quesito del referendum, quello del sorteggio, “il CSM è un organo autonomo che gestisce le carriere dei giudici”, ha sostenuto Colucci, “però come insegna il caso Palamara, col tempo si sono formate le correnti che sono come “partiti politici”. Noi riteniamo che si deve essere promossi per merito e il sorteggio ha questo scopo”. Secondo D’Angelo, invece, “le correnti sono un problema e condivido le preoccupazioni ma è la scelta che è sbagliata. Voi scegliereste il sindaco col sorteggio? Il sorteggio non esiste in nessun Paese”. Sul terzo quesito del referendum, ossia l’istituzione della corte disciplinare, le distanze si accorciano. “Sì, qui dice il Dott Colucci, siamo vicini , si poteva lasciare al CSM questo compito di sanzionare i magistrati che sbagliano ma anche qui meglio votare si rischia di restare come siamo adesso per altri 30- 40 anni. Si possono trovare aggiustamenti”, ha risposto Colucci. “Secondo me – la posizione di D’Angelo – non va bene la corte disciplinare, si rischia di avere pressioni politiche e di eliminare l’indipendenza del potere giudiziario indispensabile in un Paese democratico”.
Arnaldo Angiolillo
mercoledì 15 Luglio 2026 - 01:09:56 PM
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