Proseguono gli interrogatori nella Questura di Campobasso da parte degli agenti della Squadra Mobile per provare ad arrivare alla verità del duplice omicidio di Pietracatella, vittime madre e figlia, avvelenate con la ricina nei giorni di Natale. Ieri pomeriggio è stata ascoltata nuovamente la cugina di Gianni Di Vita, insegnante che vive a pochi metri di distanza dalla casa dove si è consumata la tragedia e che da quando l’abitazione è sotto sequestro ospita in casa sua l’ex sindaco e l’altra figlia, Alice. La donna era già stata interrogata come testimone la scorsa settimana e gli inquirenti l’hanno trattenuta per oltre quattro ore. Gli investigatori stanno stringendo il cerchio secondo i loro sospetti, confrontando le deposizioni e facendo leva sulla loro professionalità per chiarire aspetti che non tornano. L’altro fronte si gioca sulla ricostruzione del canale di rifornimento del veleno, non facilmente trovabile in commercio, che darebbe risposte più concrete ai fini probatori. Intanto sempre ieri è stato formalizzato l’incarico da parte di Gianni Di Vita a un consulente esperto di tossicologia forense, Mauro Iacoppini di Roma. Il professionista affiancherà l’avvocato Vittorino Facciolla, legale di Di Vita, e il medico legale Marco Di Paolo, dell’Università di Pisa, nominato in precedenza.
venerdì 14 Agosto 2026 - 12:06:28 PM
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