Nei giorni scorsi il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso nota l’informativa relativa agli organici del personale ATA per l’anno scolastico 2026/2027. La misura più rilevante riguarda la riduzione di posti nel profilo dei collaboratori scolastici, prevista dalla Legge di Bilancio 2025 e dal decreto interministeriale n. 211 dello scorso novembre.
In Molise, secondo i dati forniti dall’USR il taglio riguarderà 16 collaboratori scolastici, 1 assistente amministrativo e 1 guardarobiere, mentre gli altri profili resteranno invariati
Riteniamo inaccettabile intervenire sugli organici ATA attraverso tagli lineari in una fase storica in cui le scuole sono chiamate a gestire carichi di lavoro sempre più gravosi, complessità amministrative crescenti, adempimenti legati al PNRR, processi di dimensionamento scolastico e un generale aumento delle responsabilità organizzative.
Ridurre ulteriormente il numero dei collaboratori scolastici rischia di compromettere la qualità del servizio, la sicurezza, la vigilanza e il funzionamento quotidiano delle istituzioni scolastiche, soprattutto nelle realtà più complesse, articolate su più plessi e caratterizzate da una significativa presenza di alunni con disabilità e fragilità educative.
Sul personale ATA abbiamo chiesto in più occasioni un incremento di organico e la stabilizzazione del personale che possa consentire alle scuole di affrontare meglio le tante incombenze quotidiane.
Quella del precariato nelle scuole sta diventando una situazione emergenziale: se non ci saranno interventi l’anno prossimo si rischia di raggiungere la somma record di circa 400 precari ATA nelle scuole Molisane, quasi il 30% dell’organico.
Ai 300 lavoratori ATA precari già in servizio quest’anno nelle scuole andranno ad aggiungersi infatti i 78 posti resi liberi dai pensionamenti, determinando una situazione inaccettabile, che non può essere risolta solo ed esclusivamente coprendo “il turn over”.
È necessario un impegno politico preciso per un intervento normativo di modifica della legge 107/2015, per cui chiediamo ai rappresentanti politici regionali di farsi portatori di tale richiesta, viste anche le criticità dovute alla particolare conformazione della nostra regione.
Ricordiamo che sul tema è intervenuta anche la Corte di Giustizia Europea con una storica sentenza pubblicata il 13 maggio scorso, con cui ha condannato duramente l’Italia per l’abuso sistematico dei contratti a termine ai danni del personale ATA. I giudici europei hanno accertato che il sistema di reclutamento italiano viola la Direttiva 1999/70/CE, poiché non prevede tetti massimi alla durata dei contratti, utilizza i precari per coprire vuoti d’organico strutturali senza ragioni oggettive e non garantisce procedure concorsuali regolari.
A fronte di questo pronunciamento, annunciamo l’avvio di una ampia e capillare campagna vertenziale in tutta la regione. L’azione legale è finalizzata a ottenere risarcimenti economici effettivi per chi ha subito l’abuso dei contratti a termine onde imporre al Governo l’avvio immediato di un piano straordinario di stabilizzazione.
Tutti i lavoratori interessati a far valere i propri diritti e a richiedere il risarcimento per l’abuso del precariato possono rivolgersi alle sedi territoriali della FLC CGIL per ricevere l’assistenza legale e sindacale per avviare la vertenza.
martedì 9 Giugno 2026 - 08:31:29 AM
News
- Molinari, giunta regionale impegna 6 mln di euro per portare lo stadio a 13mila posti
- Venafro: seconda edizione del premio “Pasolini”, tutti i vincitori
- Applausi per l’eterna ragazza “in vacanza da una vita”: Irene Grandi fa cantare il pubblico campobassano. VIDEO
- Misteri, belli ed emozionanti: la storica “marcia” tra le strade di Campobasso accende il Corpus Domini. VIDEO E FOTO
- Una marcia nel ricordo di Lorenzo: i portatori di San Crispino omaggiano il loro compagno scomparso prematuramente
- “Compresenza – Geografie dell’Assenza”: a Campobasso progetto artistico sul Molise e la diaspora
- DDL Valditara, l’area progressista: “Passo indietro culturale pericoloso. La violenza si previene con l’educazione”
- Guardie mediche “decimate”, 20 sindaci ricorrono al Tar contro il Decreto commissariale




