La rinuncia del dottor Nicola Rocchia all’incarico di Direttore Sanitario dell’ASReM chiude sul piano amministrativo una vicenda durata tre giorni. Ma non chiude le domande che quella vicenda ha aperto, e alle quali ASReM non ha ancora risposto.
Lo ha ribadito con chiarezza il consigliere regionale M5S Roberto Gravina nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la Sala della Biblioteca del Consiglio Regionale di Campobasso.
«Il dottor Rocchia non doveva essere messo in quella posizione», ha dichiarato Gravina. «Un medico non è tenuto a conoscere le normative amministrative che sono proprie di chi lo nomina e ufficializza un incarico. La responsabilità è di chi avrebbe dovuto impedire che quell’incarico si cristallizzasse in un contratto senza aver prima effettuato le verifiche dovute».
Il nodo centrale è nella stessa delibera n. 944. «C’è scritto nero su bianco», ha sottolineato Gravina, «che la verifica sulla sussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità sarebbe avvenuta all’atto della sottoscrizione del contratto. Il che significa che il contratto era già stato sottoscritto. E le verifiche non erano state fatte. Mi chiedo quale fretta ci fosse di pubblicizzare tutto con tanto di foto e nota stampa ufficiale».
Nel corso della conferenza, Gravina ha anche chiarito la posizione del predecessore di Rocchia, il dottor Giorgetta, sgombrando il campo da possibili equivoci. «L’ANAC, con la delibera n. 12 del 28 ottobre 2015, ha chiarito che il regime di inconferibilità viene sospeso nell’ipotesi in cui l’incarico venga ricoperto ad interim e per un periodo di tempo limitato. Giorgetta si trovava esattamente in quella condizione: una nomina a titolo di facente funzioni, per traghettare ASReM nel periodo di vacanza della carica. Sono passati circa sei mesi da quella nomina, un tempo ragionevole per bandire l’avviso pubblico, verificare l’idoneità dei candidati e procedere alla nomina del nuovo direttore sanitario. La situazione di Giorgetta era quindi del tutto diversa, e non è in discussione».
La posizione del M5S su Rocchia è netta: «ASReM avrebbe dovuto scrivere una cosa sola: chiediamo scusa al dottor Rocchia per averlo infilato, suo malgrado, in questo maldestro atto amministrativo. E dovrebbe chiedere scusa ai molisani. Perché stiamo parlando della figura più importante dell’azienda dopo quella del Direttore Generale. Il dottor Rocchia è idoneo. Non è conferibile. Sono due cose distinte, e chi lo ha nominato avrebbe dovuto conoscerla questa distinzione. A lui va tutta la mia stima personale».
Sul piano politico, Gravina non lascia spazio a equivoci: «Nessuno può pensare che una nomina di questo peso sia arrivata in autonomia da parte di Di Santo. Evidentemente è stata condivisa, o forse richiesta, dal Presidente della Regione. Se Roberti prenderà atto di questa figuraccia, dovrebbe quantomeno non rinnovare l’incarico a Di Santo, che scade a ottobre. L’esercizio delle dimissioni, diciamo così, non sembra essere nelle sue corde».
L’interpellanza depositata oggi in Consiglio regionale mantiene tutta la sua ragione d’essere. «Vogliamo sapere chi ha istruito quella delibera e come. Vogliamo che ASReM entri nel merito di quanto accaduto, cosa che fino ad ora non ha fatto. La nota diffusa oggi dall’azienda parla di motivazioni personali del dottor Rocchia e non risponde alla questione giuridica. È una non-risposta che aggrava la posizione della Direzione Generale».
lunedì 1 Giugno 2026 - 04:41:37 PM
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