Nel pomeriggio del 10 giugno, a Campobasso, personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di Aggravamento della Misura Cautelare emessa dal Tribunale di Campobasso — Ufficio del GIP, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il Giudice ha disposto la sostituzione del divieto di avvicinamento comprensiva del braccialetto elettronico di controllo, con gli arresti domiciliari. La misura è stata applicata a carico di un cinquantenne del capoluogo resosi responsabile del delitto di atti persecutori, aggravati perché commessi contro l’ex coniuge, e di lesioni personali aggravate. In particolare, l’indagato, nel corso degli anni, ha sottoposto la vittima, moglie dalla quale si era separato, a continue telefonate, messaggi, pedinamenti, insulti e scenate sulla pubblica via, nonché a violenze fisiche a causa delle quali ha patito lesioni personali: il tutto per un’incontrollabile gelosia acuita dai problemi di abuso di sostanze alcoliche. Le condotte dell’uomo hanno reso necessario, per la donna, anche il ricorso all’assistenza di uno psicologo. A seguito di accurate indagini di Polizia Giudiziaria svolte dalla Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile della Questura di Campobasso, su richiesta del P.M. titolare delle indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari di Campobasso aveva precedentemente emesso, a carico dell’indagato, Ordinanza per l’applicazione della misura cautelare di cui all’art. 282 ter c.p.p. del divieto di avvicinamento con l’applicazione del braccialetto elettronico di controllo, come disciplinato dall’art.275 bis c.p.p. Nonostante il divieto impostogli, l’indagato aveva perseverato nelle sue condotte persecutorie nei confronti della ex moglie, che si era quindi rivolta nuovamente alla Polizia di Stato. Le nuove indagini hanno consentito al PM di supportare la richiesta di aggravamento della misura depositata presso il competente GIP, che l’ha accolta tempestivamente disponendo che l’indagato fosse ristretto in regime di arresti domiciliari con controllo mediante braccialetto elettronico. La misura è stata eseguita dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato che ha rintracciato l’indagato a Roma e lo ha ricondotto, poi, presso la sua abitazione a Campobasso.
Le vicende in argomento rappresentano una tipologia delittuosa sempre più frequente, tant’è che nel corso di quest’anno, dalle Forze di Polizia di Campobasso, sono già stati trattati più di 40 casi di “Codice Rosso”. La puntuale e costante attività di contrasto a tale preoccupante fenomeno è il doveroso e necessario impegno di questa Procura, al fine di prevenire che tali condotte sfocino in tipologie delittuose più gravi.
martedì 31 Marzo 2026 - 04:16:30 AM
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