Il Consiglio regionale, presieduto da Quintino Pallante, nella seduta di questa mattina ha approvato – con 5 astensioni – la proposta di legge regionale n. 74, di iniziativa della consigliera Passarelli, concernente: “Disposizioni legislative per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare”.
Ha illustrato all’Aula la pdl il consigliere relatore D’Egidio; sono seguiti gli interventi per esprimere le rispettive posizioni dei consiglieri Salvatore, Greco, Passarelli, Facciolla e dell’assessore Cefaratti.
Il testo approvato prevede che la Regione Molise consideri la cura familiare e la solidarietà come beni sociali in un’ottica di responsabilizzazione diffusa e di sviluppo di comunità. Pertanto lo stesso Ente territoriale riconosce, tutela e sostiene il valore sociale ed economico dell’attività del caregiver familiare quale componente della rete di assistenza alla persona e del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali regionali e ne favorisce la partecipazione alla programmazione sociale.
Il caregiver familiare viene, dunque, riconosciuto come persona autonoma, titolare di diritti individuali propri, diversi da quelli della persona che necessita di cura e assistenza di cui si occupa e destina, allo stesso, risorse aggiuntive rispetto a quelle previste per il sostegno alle persone con disabilità.
La nuova norma definisce caregiver familiare la persona chiamata – a titolo gratuito – ad assistere e a prendersi cura in modo continuativo del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado. Tale attività è svolta nell’ambito del Piano assistenziale individuale (PAI).
Il caregiver familiare può chiedere il riconoscimento del proprio status ai competenti Ambiti Territoriali Sociali (ATS), che provvedono entro novanta giorni dalla richiesta mediante l’adozione di un’apposita scheda nell’ambito del Piano assistenziale individuale (PAI).
I servizi sociali dei comuni, singoli o associati, quindi, riconoscono il caregiver familiare quale elemento integrante della rete del welfare locale, assicurando il sostegno e l’affiancamento necessari a sostenere la qualità dell’attività di cura e assistenza.
L’articolato, poi, prevede che, al fine di favorire la permanenza a domicilio, il caregiver familiare svolga il ruolo di facilitatore attraverso il coinvolgimento attivo, da parte dei servizi sociali, nel percorso di valutazione, definizione e realizzazione del PAI e assume gli impegni concordati con la persona assistita, ove possibile, modificabili in base a esigenze sopravvenute con le modalità ordinarie di revisione del PAI.
Infine, la Regine Molise, fermo restando gli interventi finanziati da specifiche leggi, è chiamata a:
a) attività formative per il corretto svolgimento della funzione di cura ed assistenza mediante corsi gratuiti tenuti da personale in possesso di specifiche competenze in ambito sanitario, sociosanitario e socioassistenziale;
b) supporto psicologico per il conseguimento e il mantenimento del benessere e dell’equilibrio personale e familiare, nonché per prevenire l’isolamento e i fattori di rischio di stress psico-fisico legati all’attività sociale prestata;
c) l’attivazione di forme di facilitazione nel disbrigo di pratiche amministrative svolte nell’interesse dell’assistito o del caregiver familiare a cui è stata rilasciata la scheda di riconoscimento dello status.
martedì 10 Marzo 2026 - 07:08:36 PM
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