La Giornata internazionale della donna, nota anche in gergo come festa della donna, è una ricorrenza che si celebra oggi 8 marzo e sottolinea l’importanza della lotta per i diritti delle donne, in particolare per la loro emancipazione, ricordando le conquiste sociali, economiche, politiche e portando l’attenzione su questioni come l’uguaglianza di genere, i diritti riproduttivi, le discriminazioni e le violenze contro le donne. Generalmente la giornata di oggi coincide con iniziative sindacali, in quanto molte rivendicazioni riguardano proprio diritti sul lavoro, così come iniziative sociali, a partire da quelle contro la violenza di genere. Tanti passi in avanti, alcuni passi indietro, il dibattito è sempre acceso e si fa contrattazione nell’ambito di una società che da sempre avrebbe dovuto garantire pari opportunità per entrambi i sessi, se non fosse che i diritti delle persone, a prescindere dal sesso, purtroppo non sono ancora completamente garantiti, con situazioni molte diverse nel mondo.
Cisl: “Le donne che reggono il Paese. Le donne che il Paese deve imparare a proteggere”
L’8 marzo non è un rito da consumare. È uno specchio che ci costringe a guardarci dentro. E quest’anno, in quello specchio, l’Italia vede un volto preciso: quello di Giulia Cecchettin.
Una storia che non possiamo archiviare.
La storia di Giulia non è solo una tragedia. È un terremoto morale. Ha attraversato scuole, piazze, famiglie, luoghi di lavoro. Ha costretto un Paese intero a chiedersi: Che cosa non abbiamo visto? Che cosa non abbiamo fatto?
Perché Giulia non è “cronaca nera”. È la prova che la violenza contro le donne non è un’ombra lontana, ma un fallimento collettivo. È la dimostrazione che la dignità femminile è ancora fragile, esposta, vulnerabile. È un grido che ci ricorda che non basta celebrare le donne: bisogna proteggerle, ascoltarle, crederle, sostenere.
Se una storia così vicina non ci scuote, allora l’8 marzo diventa solo una data. E noi non possiamo permetterlo.
Il Molise e il valore invisibile delle donne
Nel nostro territorio, le donne sono spesso la spina dorsale dei servizi pubblici, il cuore delle famiglie, la memoria delle comunità, la forza silenziosa che tiene insieme ciò che rischia di sgretolarsi.
Sono loro che reggono la scuola, la sanità, la cura, la mediazione sociale. Sono loro che affrontano carichi di lavoro doppi, stipendi più bassi, opportunità più fragili. Sono loro che, nonostante tutto, continuano a costruire.
Eppure, troppo spesso, restano invisibili. E invisibile resta anche la loro fatica.
La dichiarazione del Coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale CISL Molise, Antonio D’Alessandro
«L’8 marzo – dichiara Antonio D’Alessandro – non può essere un appuntamento rituale. È un richiamo alla responsabilità collettiva. Le donne del Molise reggono interi settori del nostro territorio: la scuola, la sanità, la cura, la coesione sociale. Sono loro a sostenere ciò che spesso non si vede, ciò che non fa notizia, ciò che però tiene in piedi le nostre comunità.»
D’Alessandro riferisce: «La storia di Giulia Cecchettin ci obbliga a non distogliere lo sguardo. Non possiamo più permettere che la violenza venga normalizzata, minimizzata o relegata a fatto privato. Ogni donna che subisce violenza è una sconfitta per tutti noi.»
E precisa: «Come CISL Molise abbiamo il dovere di trasformare l’8 marzo in un impegno concreto: parità salariale, servizi adeguati, tutela delle lavoratrici precarie, sostegno alle caregiver, presenza femminile nei luoghi decisionali. Non basta celebrare: bisogna cambiare.»
La CISL Molise ribadisce il proprio impegno a: difendere la parità salariale; garantire servizi che permettano di conciliare lavoro e vita; combattere ogni forma di violenza, anche quella sottile e quotidiana; promuovere la presenza delle donne nei luoghi decisionali; proteggere le lavoratrici più fragili; costruire un territorio che non costringa le donne a scegliere tra dignità e sopravvivenza.
Un Paese che non protegge le sue donne non è un Paese moderno: è un Paese incompiuto.
L’augurio che diventa promessa
A tutte le donne del Molise, del lavoro, della cura, della comunità, della CISL: grazie.
Grazie per ciò che fate, per ciò che reggete, per ciò che sopportate, per ciò che cambiate. Grazie per la forza che non chiede applausi, ma merita rispetto. Grazie per il coraggio che non divide, ma tiene insieme. Grazie per la dignità che non si impone, ma illumina.
Il nostro augurio è semplice e profondo: che ogni giorno sia un passo verso un Paese più giusto, più sicuro, più libero per tutte.
E la nostra promessa è chiara: la CISL Molise sarà sempre al vostro fianco. Nel lavoro, nella vita, nella lotta per la dignità.
La frase finale di Antonio D’Alessandro: «In un tempo che spesso divide, sono le donne a ricordarci che la comunità è un bene fragile e prezioso. A loro va il nostro impegno più serio, più umano, più necessario: costruire un Molise in cui nessuno debba più avere paura di essere ciò che è.»
Fanelli: “Non si ferma l’offensiva contro i diritti delle donne: dal PD Molise una mozione per salvare le Consigliere di Parità”
“Anche quest’anno, la ricorrenza dell’8 Marzo offre ben poco spazio alla celebrazione. Quello a cui assistiamo da tempo non è un rallentamento, ma un vero e proprio arretramento sistematico: un’erosione costante di diritti che credevamo acquisiti e che invece si rivelano fragili sotto i colpi di nuove scelte politiche.
Dopo aver demolito il libero consenso, tentato di svuotare i consultori, tagliato i fondi per gli asili nido e opposto il rifiuto ai congedi paritari obbligatori, il Governo Meloni prosegue nello smantellamento sistematico delle tutele di genere con un nuovo decreto legislativo che, pur richiamando formalmente le Direttive UE 2024/1499 e 2024/1500 (relative agli organismi per l’uguaglianza), sembra muoversi in direzione opposta. L’intento è quello di cancellare l’istituto delle Consigliere di Parità regionali e provinciali. Se attuato, il provvedimento comporterebbe l’indebolimento delle tutele di prossimità per tutte le donne, che senza un presidio locale, capace di intercettare discriminazioni e abusi nei luoghi di lavoro, rischiano di allontanarsi e svanire.
Le Consigliere di Parità, infatti, non sono figure accessorie, ma presidi vitali preposti a vigilare contro le discriminazioni e a garantire che l’uguaglianza non resti solo sulla carta.
La centralizzazione voluta dal Governo rischia ora di trasformare l’organismo di parità in un presidio simbolico e distante, al contrario, le stesse Direttive europee prescrivono che l’accesso per i cittadini debba essere facilitato anche attraverso una diffusione territoriale capillare.
Come consiglieri del Partito Democratico, stiamo per presentare una mozione in Consiglio Regionale chiedendo all’intera Aula di Palazzo D’Aimmo e alla delegazione parlamentare di alzare un muro di dissenso politico contro questa gravissima aggressione. Il Molise registra già uno dei più bassi tassi di occupazione femminile in Europa, eliminare i presidi di garanzia significa portare indietro le lancette della storia.
Chiediamo inoltre impegni precisi al Presidente e alla Giunta regionale: esprimere netta contrarietà allo schema di Decreto Legislativo in sede di Conferenza Stato-Regioni, proporre modifiche urgenti che prevedano un’articolazione territoriale con sedi regionali o presidi permanenti; garantire il rafforzamento delle funzioni attuali delle Consigliere e assicurare la continuità dei presidi territoriali molisani nelle more dell’entrata in vigore del nuovo assetto.
Sollecitiamo l’intero Consiglio ad un voto di coscienza per fermare questa deriva antistorica. Le donne meritano rispetto, non tagli e soprusi.”
Vigili del Fuoco
Sono 2.454 le donne che prestano servizio nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. È la testimonianza di una squadra che diventa ogni giorno più solida e preparata, una presenza importante che copre ogni settore, dal soccorso tecnico urgente ai ruoli tecnico-professionali.
La crescita della componente femminile è evidente in tutti i livelli di responsabilità, a partire dai ruoli apicali dove si contano 48 donne nella dirigenza, tra cui spiccano 2 dirigenti generali e 8 dirigenti superiori. Nel cuore pulsante del soccorso, 550 professioniste tra vigili, capi squadra e capi reparto operano quotidianamente sul campo, coordinate ed affiancate da 97 direttivi e 53 ispettori antincendi.
L’eccellenza del Corpo nazionale si riflette anche nei reparti speciali, dove operano 2 piloti e 1 specialista di aeromobile, mentre il talento sportivo e artistico viene espresso dalle 14 atlete del gruppo sportivo delle Fiamme Rosse e dalle 6 musiciste della Banda musicale.
Un contributo fondamentale arriva dalle donne che fanno servizio nell’area medica e dei ruoli tecnico-professionali: 18 le professioniste nell’ambito medico-sanitario, oltre 1.600 le esperte nei settori informatico, amministrativo e logistico gestionale.
AIDO Larino: un fiore per la vita nel giorno della Festa della Donna
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Gruppo Comunale AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) di Larino scende in piazza per un appuntamento dedicato alla solidarietà e alla cultura del “Sì”.
Dalle ore 09:30 alle ore 12:00, presso la Parrocchia della Beata Maria Vergine, in Piazza dei Frentani, i volontari AIDO accoglieranno i cittadini per informare e sensibilizzare sull’importanza della donazione: un gesto dal valore umano inestimabile che rappresenta, per molti pazienti in attesa di trapianto, l’unica reale speranza di vita.
Per rendere omaggio alla forza della vita e alla ricorrenza dell’8 marzo, i cittadini potranno sostenere le attività dell’associazione: in cambio di un’offerta libera, riceveranno una piantina, simbolo di una vita che germoglia e cresce grazie alla cura e alla generosità altrui.
“Donare è un atto di amore consapevole. Essere presenti l’8 marzo a Larino significa celebrare la vita in un giorno speciale, ricordando che un semplice consenso può trasformarsi nel dono più grande per un’altra persona.” — Questo il messaggio degli organizzatori.
I volontari saranno a disposizione per:
• fornire chiarimenti su come esprimere la propria volontà alla donazione;
• distribuire materiale informativo ufficiale;
• promuovere il Sì consapevole.
L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza di Larino: “Ringraziamo fin d’ora la comunità per la consueta sensibilità e generosità che dimostra verso la missione di AIDO. Ogni contributo raccolto durante la mattinata sarà destinato alla promozione della cultura del dono, perché la vita è un bene prezioso che, se condiviso, non finisce mai.”
Domenica 8 marzo alle ore 10,30 presso la sede dell’Arci Francesco Jovine, verrà presentata la mostra che riproduce il “Calen-Diario 2026” realizzato dall’A.N.M. sulle “madri Costituenti” che parteciparono attivamente all’elaborazione del testo Costituzionale.
Partecipano all’incontro oltre ai rappresentanti Istituzionali e sociali del territorio, Antonio D’Ambrosio storico e ricercatore.
Guglionesi festeggia la donna con un incontro e una mostra: le Madri Costituenti nell’80esimo anniversario della Repubblica
Ottanta anni fa le donne votarono per la prima volta in Italia.
Caduto il fascismo il Governo Bonomi emanò il Decreto che estese il diritto di voto alle donne e, successivamente, il diritto di “eleggibilità passiva” per le stesse (la possibilità cioè di essere elette).
Il 10 marzo del 1946, in occasione delle elezioni amministrative e, soprattutto, il 2 giugno 1946, in occasione del referendum istituzionale e dell’elezione dell’Assemblea Costituente, le donne votarono e, per la prima volta, furono “elette”.
Ventuno furono le donne elette in seno all’Assemblea Costituente. Ventuno donne che riuscirono a far sentire la loro voce nella elaborazione del testo Costituzionale che sanciva principi fondamentali di parità e uguaglianza tra uomo e donna.
Principi fondamentali che, attraverso una serie di leggi storiche nei decenni successivi, si tradussero in diritti concreti.
Ma … tornando ad oggi, nei primi 10 mesi del 2025, 85 donne (dati Eures) sono state uccise, nell’80% dei casi, da colui che diceva di amarle. Ad una violenza che uccide si unisce una violenza che ferisce: una violenza spesso legata a situazioni di forte degrado sociale e culturale. Non basta indignarsi o chiedere di inasprire le pene (che in alcuni casi può essere giustificato). Occorre, come da più parti richiesto, investire su scuola, servizi sociali e cultura; occorre ricostruire “reti” sociali con le quali riscoprire l’educazione alla relazione ed ai sentimenti per arginare queste forme di violenza e, nel contempo, costruire una società maggiormente inclusiva.
Tornare alla Costituzione e alle straordinarie storie delle “madri Costituenti”, può avere, quindi, un significato particolare: può aiutarci a comprendere l’importanza di un “impegno” politico e civile che, nel dare “senso” alla vita, costituisce il principale antidoto all’indifferenza e alla rassegnazione; può aiutarci a riscoprire, in una società intenta a perseguire esclusivamente alla massimizzazione del profitto, quella dimensione sociale dello sviluppo (art.41 della Costituzione) che dà “senso” all’agire umano e che soddisfa il suo bisogno di “beni relazionali” che “lega” la nostra felicità a quella degli “altri”.
Tornare alla Costituzione, infine, può aiutarci a celebrare, nel miglior modo, l’80 anniversario della Repubblica Italiana all’interno del quale, come sottolineato dal presidente Mattarella, il voto alle donne riveste un particolare valore.




