Il canale digitale ormai vale circa il 61% del totale, secondo l’ADM nel 2025 l’online ha raggiunto 100,9 miliardi, mentre il gioco online e fisico è arrivato complessivamente a 165,3 miliardi di euro. Insomma, cifre che fanno riflettere e che spiegano perché fosse così impellente agire sul settore con una nuova riforma.
Così come l’home banking e lo shopping tramite le app sono diventati parte integrante della routine degli italiani, anche il gioco online ormai fa parte della vita di tutti i giorni. Grazie agli smartphone e ai pagamenti digitali, è molto più semplice accedere ai casinò online come 5gringo ed esplorare l’offerta a disposizione. Senza dubbio, la riforma ha contribuito a mettere in buona luce il settore e a renderlo più competitivo sul piano europeo, non a caso oggi la licenza italiana è sinonimo di affidabilità, sicurezza e qualità.
I numeri mostrano che la crescita è costante e non si arresta
Secondo la Relazione sul settore dei giochi pubblici trasmessa al Parlamento, il giocato complessivo è arrivato a 165,3 miliardi di euro, con 143,4 miliardi di vincite e una spesa (cioè la differenza tra il giocato e le vincite) pari a 21,9 miliardi. Le entrate erariali indicate dalla Camera sono arrivate a 11,47 miliardi. Sono dei numeri enormi e la cosa che sorprende di più è il peso del digitale: il gioco è arrivato a un totale vicino a 100,9 miliardi nel 2025.
Il report Federconsumatori elaborato su dati ADM stimava nel 2024 92,1 miliardi di gioco a distanza, con un aumento del 12,2% rispetto al 2023. Se si fa un confronto con il 2025 è chiaro che il canale online è cresciuto ancora di 8,8 miliardi.
La riforma ha messo ordine e a creato un ecosistema semplice
Dire che la crescita sia merito della riforma è una mezza verità. Il decreto legislativo 41 del 2024 ha riordinato il gioco pubblico a distanza, ha fissato dei requisiti più chiari per gli operatori, si è concentrato sulle concessioni, sulle infrastrutture, sulla tracciabilità e sulla gestione dei conti. Però, la migrazione verso l’online da parte degli utenti era già in corso da diversi anni.
La riforma ha inciso soprattutto su tre aspetti:
- Ogni concessionario deve operare con un unico sito collegato alla concessione
- Non ci sono più le cosiddette skin, cioè i siti secondari che moltiplicavano l’offerta
- Il costo della concessione è salito a 7 milioni di euro, con un limite massimo di cinque concessioni per gruppo societario
- Dal contratto parte anche un canone annuo pari al 3% del margine netto
Quindi sì, la riforma ha reso il mercato più leggibile e ha definito delle regole più definite.
Smartphone e conti digitali hanno cambiato il modo di giocare
La vera svolta, per molti giocatori, non è giuridica ma pratica. Oggi il gioco online lo si apre dal telefono, lo si segue durante una partita e lo si controlla con un conto digitale. Qualcuno cerca le scommesse sportive, altri i giochi di abilità, altri ancora i casinò online e i giochi di carte.
Nel 2025 i giochi di abilità a distanza, che includono i giochi cash, i tornei e i casinò, hanno superato gli 81,2 miliardi di euro di giocato, contro i 72,18 miliardi del 2024: cioè +12,5%. È uno dei segnali più chiari dello spostamento verso i prodotti nativi digitali.
C’è anche da dire che dal 13 novembre 2025, l’ADM ha previsto nuove modalità per aprire i conti di gioco online, sono stati inclusi gli strumenti come lo SPID e la Carta d’Identità Elettronica con livello di sicurezza almeno pari al secondo.
Il Molise mostra quanto la crescita arrivi anche dai piccoli centri
Certo, se pensi alle regioni dove si gioca di più senza dubbio ti viene in mente la Lombardia, però anche le comunità piccole come quelle del Molise forniscono dei dati utili. Nel report sui piccoli comuni, il Molise compare tra le regioni con raccolta pro capite online elevata nella fascia 18-74 anni: 2.936 euro, sopra il dato italiano che è di 2.162 euro.
Dentro la provincia di Campobasso spiccano casi come Ururi, con 4.884 euro pro capite, e San Martino in Pensilis, con 4.437 euro. Sono dati del 2024 che sono stati pubblicati nel 2025 e sono molto utili per leggere il fenomeno. L’online non cresce solo dove ci sono le grandi sale o i grandi bacini di utenza. Cresce dove c’è connessione, abitudine allo smartphone e accesso immediato ai conti digitali.
Il vero impatto della riforma sarà visibile nei prossimi anni
La riforma ha avuto un ruolo importante, ma non deve essere vista come l’unico motore della crescita. Ha reso il settore più ordinato, quello sì, ha ridotto la frammentazione dei siti, ha alzato l’asticella per gli operatori e ha dato più peso alla tracciabilità. Però, i numeri dimostrano che il digitale era già il canale principale in termini di volumi.
La riforma, quindi, non ha acceso il mercato da un giorno all’altro, ma ha accompagnato una trasformazione che era già in atto.




