Una serie di bolli e violazioni sulla sosta a Campobasso, ha generato un’odissea per una contribuente che oggi si ritrova “a piedi” nonostante si sia mossa per regolarizzare la sua posizione.
Date le pendenze, nei mesi scorsi Ica – società che si occupa della riscossione tributi per conto di Palazzo San Giorgio – ha inviato alla donna alcune richieste di pagamento, con annesso preavviso di fermo amministrativo dell’unico veicolo di proprietà, relative a bolli asseritamente non pagati.
La contribuente, tramite il suo legale di fiducia, ha poi proposto ricorso davanti alla Corte di Giustizia Tributaria, rilevando alcune contestazioni.
Ma dopo pochi giorni ha ricevuto da Ica altre due comunicazioni, stavolta di fermo amministrativo. Ciò vuol dire che l’auto non può essere utilizzata, pena – in caso di inosservanza – una sanzione di migliaia euro, la confisca del veicolo e la sospensione della patente.
Come ha fatto notare l’avvocato Angela Ceprano, che cura la posizione della contribuente, una delle due cartelle risultava però raggiunta da prescrizione, ragione per cui la donna ha inviato una istanza di annullamento in autotutela che consiste, nella sostanza, in una richiesta all’Amministrazione finanziaria o all’Ente sostitutivo, di riesame di un atto che ritiene sia da correggere o annullare. Nella valutazione della cittadina, dato l’importo relativamente basso – circa 250 euro – sarebbe stato impensabile aprire un contenzioso per far riconoscere la prescrizione dall’ Autorità Giudiziaria che sarebbe costato più dell’importo della cartella di pagamento. All’istanza però, nonostante i solleciti, non è giunto alcun riscontro.
Per il secondo fermo, invece (oltre 800 euro), la contribuente ha optato per una rateizzazione, che è stata concessa. Ma una volta versata la prima rata, Ica non ha disposto la sospensione del fermo amministrativo, come invece è previsto dalla norma vigente che disciplina l’azione di Agenzia Entrate Riscossione (e società delegate dalla Pa), oltre che da regolamento comunale; aspetto evidenziato con insistenza dall’avv. Ceprano e riconosciuto solo in un secondo momento dalla società dopo un primo erroneo diniego (inizialmente, infatti, Ica avrebbe sostenuto di avere l’onere di far annullare il fermo amministrativo solo al completo pagamento della cartella).
Un muro contro muro che è passato inoltre per un formale preannuncio di azione giudiziaria e una segnalazione al Garante del Contribuente.
La donna intanto si accinge a versare la seconda rata ma al Pra (Pubblico registro automobilistico) il fermo amministrativo risulta ancora attivo. E ciò nonostante nuovi solleciti e richieste di spiegazioni.
Non si tratta probabilmente dell’unica contribuente in una situazione simile. Un disagio profondo, dettato da ritardi e tecnicismi burocratici, che accende costantemente i fari sul bisogno di efficienza da parte dell’utenza e sulla rete di ostacoli in cui rischiano di restare impigliati i contribuenti, ai quali conviene agire sempre il prima possibile, affidandosi anche alla consulenza di un legale.
giovedì 23 Aprile 2026 - 05:38:01 AM
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