Secondo l’ultimo rapporto mensile dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana), il sistema del credito in Italia tutto sommato è in salute. A gennaio 2026, il totale dei prestiti erogati a famiglie e imprese è cresciuto dell’1,9%. Per le famiglie è il tredicesimo mese consecutivo di incremento, con un +2,5% registrato a dicembre 2025, mentre per le imprese la crescita dura da 7 mesi.
Le principali criticità riguardano il costo del prestito, che va a due velocità. A gennaio 2026 il tasso medio sul totale dei prestiti già accesi si è assestato al 3,97%, contro il 3,96% di dicembre 2025. La nota dolente però riguarda le famiglie che desiderano acquistare casa, dal momento che il tasso medio delle nuove operazioni di mutuo è risalito fino a 3,47%, pur restando sotto al picco del 4,42% di fine 2023. Respirano invece le grandi aziende, con un tasso sui nuovi finanziamenti sceso al 3,49%, contro il 5,45% di fine 2023.
Mentre per i privati i tassi sono in salita, per le aziende invece sono in discesa. Alla luce di un mercato a tratti schizofrenico e imprevedibile, può risultare complicato scegliere la soluzione più adatta alle proprie necessità. Per questo motivo è sempre più utile affidarsi a servizi specializzati come Youfin finanziamenti, che aiutano ad analizzare l’offerta più congrua per individuare il miglior prestito o mutuo in base alle reali possibilità di famiglie e imprese.
Un aspetto rilevante in questa prima parte del 2026 riguarda l’evoluzione dei criteri di erogazione. Attualmente gli istituti di credito mostrano una notevole stabilità: i crediti deteriorati netti sono infatti scesi a 28,3 miliardi di euro, pari all’1,34% dei crediti totali, segnando un netto miglioramento se confrontati con i 196,3 miliardi registrati nel 2015.
Tuttavia, i dati elaborati dalla Cgia di Mestre evidenziano una maggiore difficoltà ad accedere al credito, soprattutto per le piccole aziende. Quelle con meno di 20 addetti hanno registrato una riduzione evidente dei prestiti pari a 5 miliardi di euro. Nello specifico, guardando le micro-imprese, il calo dei prestiti riguarda tutti i territori, con picchi record in regioni come la Valle d’Aosta (-10,3%), le Marche (-7,6%) e la Liguria (-7,5%).
La situazione è abbastanza contrastante anche se si allarga il discorso alle altre regioni d’Italia. Si sono registrate contrazioni dei prestiti alle imprese in varie regioni, come Sardegna (-4,7%), Umbria (-3,9%) e Basilicata (-3,6%), anche se a perdere di più è il Veneto (-1,8 miliardi euro). Tra le province maggiormente colpite dalle flessioni, spiccano in negativo Prato (-11,6%), Como (-11,7%), Cagliari (-10,6%) e Rieti (-9,8%).
C’è però un’altra Italia in netta controtendenza, dove il credito è in ottima forma. Il Lazio ad esempio segna un ottimo +6,6%, seguito dalla Calabria (+5,4%) e Valle d’Aosta (+10% sul fronte generale aziendale). A livello locale invece si distinguono province come Vibo Valentia (+21,4%), Aosta e Barletta-Andria-Trani (+9,7%).
In generale quindi il mercato bancario conferma un’erogazione di liquidità ancora vitale, ma molto selettiva e comunque legata alla stabilità economica dei richiedenti.




