Episodio sconcertante a Milano, dove un molisano è stato aggredito da un gruppo di stranieri mentre si trovava nei pressi del distributore automatico della stazione ferroviaria. A raccontarlo sui social, mostrando la foto con il volto tumefatto, è proprio la vittima dell’aggressione, Luca Petrangelo di Isernia.
“Stazione di Milano Lambrate, casa nostra, in Italia. La libertà di uscire per prendere un pacco di sigari ad un distributore automatico è negata, vieni aggredito per 4 spiccioli in portafoglio dai mao mao che escono in branco. È successo al sottoscritto, fossi stato una donna o una anziana? A quest’ora di cosa stavamo parlando?? Non c’è mai fine al peggio! Per i perbenisti che difendono ancora questa feccia, ormai onnipresenti nelle strade di ogni città della nostra cara Italia, avessero fatto a voi ed i vostri cari ciò che é successo a me? Continuate pure a scendere in piazza per difendere i diritti di questi animali, nel mentre, noi lavoratori e cittadini per bene, nella migliore delle ipotesi ce ne torniamo a casa con la faccia gonfia e senza portafogli! Io, come tanti italiani esasperati, aggrediti fisicamente e feriti nell’orgoglio, quando tornerò a casa con lesioni al volto cosa dovrei raccontare ai miei figli? Da padre come si può non avere apprensione e preoccupazione per il loro futuro fuori dalle mura di casa?? Vi assicuro che fin quando si leggono notizie del genere, all’ordine del giorno purtroppo, noi cittadini normali, a differenza dei sinistri, ci arrabbiamo, commentiamo, etc, ma quando poi ti capita di subire violenza ingiustificata sulla propria pelle è diverso, ti senti inerme, non tutelato, violentato psicologicamente, il tutto a casa nostra, terra di conquista di questi delinquenti che nulla hanno da perdere ma soprattutto perennemente impuniti! Orbene, a 42 anni, per la prima volta, sono qui a denunciare pubblicamente un’aggressione subita da stranieri in casa nostra per un pacco di sigari e 4 spiccioli. Svegliamoci, non tanto per noi…..ma per il futuro dei nostri figli!”.
La nota di Ivan Forte, commissario regionale vicario della Lega Molise.
“Esprimo a titolo personale e di tutta la famiglia della Lega Molise la più sincera solidarietà e vicinanza a Luca Petrangelo, vittima di un episodio grave e inaccettabile di aggressione che lascia sgomenti e che testimonia, ancora una volta, il clima di crescente insicurezza che troppi cittadini sono costretti a vivere riproponendo alla ribalta con forza un tema che la Lega denuncia da anni: quello della sicurezza dei cittadini.
A Luca rivolgo l’augurio di una pronta guarigione, nella convinzione che nessuno debba sentirsi solo dopo aver subito un atto di violenza.
Al di là delle responsabilità individuali, che saranno accertate dalle autorità competenti, è impossibile ignorare il contesto in cui episodi come questo maturano. Da troppo tempo una parte della sinistra ha inseguito un modello ideologico fondato sul buonismo e sull’accoglienza senza limiti, trasformando il controllo dell’immigrazione in un tabù e delegittimando chiunque chiedesse regole, legalità e sicurezza.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: da Milano a Campobasso assistiamo a fenomeni di immigrazione irregolare, degrado, crescente percezione di insicurezza e cittadini sempre più spesso costretti a convivere con episodi di violenza e criminalità.
La solidarietà non può mai sostituire la legalità. L’inclusione non può essere un alibi per rinunciare al rispetto delle regole. Chi entra in Italia deve farlo legalmente, rispettare le nostre leggi, condividere i principi della nostra convivenza civile e contribuire alla società. Chi delinque deve scontare fino in fondo la propria pena e, nel caso di cittadini stranieri che non hanno titolo per rimanere nel nostro Paese, deve essere immediatamente rimpatriato.
La Lega continuerà a battersi per un modello completamente diverso da quello promosso dalla sinistra: difesa dei confini, contrasto senza esitazioni all’immigrazione clandestina, espulsione di chi non rispetta le leggi, pene certe, più risorse alle forze dell’ordine e tolleranza zero nei confronti di chi semina violenza.
Difendere la sicurezza non significa essere contro qualcuno. Significa stare dalla parte dei cittadini onesti, delle famiglie, dei commercianti, dei giovani e di tutti coloro che hanno il diritto di vivere senza paura.
Servono più uomini e mezzi per le forze dell’ordine, pene certe, tolleranza zero verso ogni forma di criminalità e un deciso contrasto all’immigrazione clandestina, che troppo spesso alimenta fenomeni di degrado e illegalità.”



