“Il collega Ruta – avvocato di lungo corso come me – sa bene che il Testo Unico degli Enti locali, all’art. 52, secondo periodo, prevede che una mozione di sfiducia, per essere presentata e discussa in consiglio comunale, necessita della sottoscrizione di almeno due quinti del consiglio comunale (quindi, almeno 13 nel caso di Campobasso). Perché percorrere questa strada invece di andare da un notaio, firmare le dimissioni in blocco e portarle al protocollo dell’Ente? Cosi facendo, il sindaco decadrebbe in automatico e questa atroce esperienza a cui hanno dato vita lui e Marialuisa Forte finirebbe ancor prima.”
È il commento del consigliere di minoranza Aldo De Benedittis che rilancia sull’annunciata mozione di sfiducia alla sindaca di Campobasso Marialuisa Forte da parte del Cantiere Civico.
“Ad ogni modo, in campagna elettorale – prosegue De Benedittis – avevo avvisato gli elettori di non cedere agli incantatori di serpenti e ai manovratori occulti: il loro è sempre stato un inciucio che di politico non ha niente ma che era – e la SEA ne è la prova – solo finalizzato alla divisione delle poltrone. Loro hanno una miriade di interessi, tranne che Campobasso”
sabato 15 Agosto 2026 - 06:22:32 AM
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